TriplucaVivere viaggiando

14 giugno 2013 · Riflessioni

Il vero amore secondo Cartier

cartier2

 

Io me lo immagino questo creativo in giro per New York con un caffé Starbucks in mano mentre prende un taxi di corsa, concentrato, ansioso di perdere quell'idea che gli é appena venuta in mente ma che non si é ancora formata pienamente.
Appena seduto e aver mormorato un indirizzo al tassista Sikh prende l'iPhone e scrive:

- Real love has a name
- True love has a name
- True love has a color. We know its name.

Poi scende dal taxi, corre in ufficio e grida "I got it!".
Riunione di emergenza di creativi, markettari, ragionieri, CEO. Mega brainstorming, con un tipo dedicato solo a verificare che slogan simili non siano già stati utilizzati in passato.
Due ore dopo se ne escono, una rosa di 23 slogan simili é approvata per la selezione seguente.
Seguono settimane di analisi, discussioni, test su campioni di clienti targetizzati e altre diavolerie del genere.
Due mesi dopo, nel giorno della grande decisione restano solo tre slogan e il Chief of Marketing Slogans (150.000 U$ di stipendio all'anno) dice:
- "dobbiamo scegliere lo slogan che aiuti a perpetrare la consapevolezza che il vero amore é sempre e solo legato a un diamante."
E' deciso: lo slogan sarà:

cartier
10 milioni di budget e si parte.

Fast forward a questa mattina mentre mi leggevo la Repubblica su iPad e come prima cosa ho notato la pubblicità della Cartier.

Ora, non siamo più pischielli e sappiamo benissimo come funziona un certo tipo di pubblicità: per pura associazione (si può dire Pavloviana? Non so, non ho studiato queste cose ma so già che i miei fidi lettori mi correggeranno se sbaglio).
Avevo forse 11 anni quando mi sono accorto dell trucchetto della Coca Cola: immagini di giovani felici, sorridenti, estremamente cool, sole, pizza, spensieratezza e probabilmente trombate mitiche sotto gli alberi, tutti con la Coca Cola in mano, anche  quelli delle trombate nonostante l'apparente scomodità. Ma che trombata e' senza una Coca Cola?
Sono persino riusciti a farci bere una bevanda dolce assieme alla pizza tanto che c'é gente che pensa che la pizza e la Coca-Cola siano nate contemporaneamente a Napoli, in omaggio alla regina Margherita e il figlio Coccolo.

Quindi perché sto qui a perdere tempo a scrivere un articolo su 'sto cazzo di Cartier?
Perché ci sono cose sacre e quando provano a vendermi un diamante con il ricatto mi danno estremamente fastidio.
Perché ricatto? Perché' il vero messaggio sotto quello slogan apparentemente innocuo é: se non compri il diamante non é vero amore e sei poi lei scappa col giardiniere saprai che é colpa tua perché non era un vero diamante.
E siccome ormai (Cartier non fa nulla di nuovo) il concetto amore-diamante é dato per scontato, ha ragione lei: non le hai preso un diamante, hai rotto una norma sociale e adesso ne paghi le conseguenze.

E' interessante notare questo passaggio in Wikipedia, che vi sintetizzo:

"L'idea che un uomo dovesse spendere una parte significante del proprio stipendio annuale per l'anello di fidanzamento é originata dai materiali di marketing di Dee Beers (i maggiori produttori mondiali di diamanti) nei primi anni del ventesimo secolo con lo scopo di aumentare le vendite di diamanti.
Negli anni 30 suggerivano che la spesa fosse equivalente a uno stipendio, più tardi suggerirono che fossero due mesi di stipendio. Nel 2007 il costo medio di un anello di fidanzamento era di 2100 U$".
Missione compiuta, gregge addomesticato.

Ora non vorrei entrare in una diatriba anello-sì/anello-no, perché un regalo prezioso come promessa di fedeltà é una tradizione secolare che ha anche ragioni pratiche.
Per esempio una volta c'erano delle leggi che obbligavano a risarcire la donna quando il fidanzato la lasciava in quanto nel frattempo lei aveva perso altre possibilità di piazzamento sul mercato.  Poi quando queste leggi sono state abrogate, un anello prezioso poteva avere la funzione di assicurazione. Tipo una caparra.
Insomma, cose romantiche del genere, ma comunque comprensibili.

La cosa che a me dà fastidio é l'uso appunto di concetti che dovrebbero restare intoccabili.
Finché mi associ la felicità a una bibita, ok dai, te la faccio passare perché la felicità é comunque un concetto abbastanza vago.
Ma non mi andare nel dettaglio perché allora mi stai davvero prendendo per il culo.
Peggio, prendi per il culo la gente attorno a me e poi quelli si mettono in testa che la regola arriva da Dio e se io non la rispetto sono cattivo.
Quindi anche se te ti credi troppo furbo per cadere nelle trappole del marketing, non importa, questi ti fanno terra bruciata attorno.
Ti senti ancora così furbo adesso?

Qualche anno fa lo aveva fatto la Vodafone con Life is Now che andava a toccarmi il concetto..no dai, non ve lo dico neanche, che senso ha? Questi vendono Sim.

Ora Cartier mi viene a dire che il vero amore ha un nome (Cartier) e un colore (il colore del diamante).

Ci sono delle persone che non hanno mai amato davvero e quelle magari, non sapendo di cosa si parla, ci cascano.
Ma tutti gli altri? Chi ha amato davvero non si sente leggermente offeso da queste parole?

Adesso le luci si offuscano, mi devi immaginare seduto sulla poltrona accanto al fuoco e la telecamera che zooma sul mio viso così carico di intensità e profonda saggezza che d'altro canto traspirano ovviamente dalle mie parole.

E ti chiedo: che nome ha il vero amore? Che colore?

E tu, per un attimo in questa giornata, fermati e pensa a lui, o lei.
Ti dò anche uno spazio bianco per non disturbati con le parole.
Ciapà qua:

…

 

spazio-bianco-per-non-disturbati-con-le-mie-parole

…

il suo nome é:

…

spazio-bianco-per-non-disturbati-con-le-mie-parole2

..

il suo colore é:

…

spazio-bianco-per-non-disturbati-con-le-mie-parole3

…

chiudi gli occhi e respira il suo profumo (se non puzzava, ma lo so che non puzzava il tuo amore. Aveva le ghiandole che emettevano profumi di ciclamino himalayano).
Cerca di ricordare la sua voce.
Mica dev'essere una ex che non vedi da anni, magari é di là che cucina, o in ufficio e torna a casa stasera, ma tu cerca di ricordare la sua voce.

E riesci a ricordare il suo profumo?
Devi solo fare un respiro a occhi chiusi e immaginare di respirare il suo collo.
Provaci.

Poi dì un grazie, per una volta, a questa persona che nonostante tutto ami, o hai amato.
Davvero non importa se é cosa di oggi o vent'anni fa. O se e' scappato/a con il giardiniere.
Averla/o amata/o ti ha reso più grande, meno corpo e più anima.
Poi probabilmente sei tornato/a sulla terra, assieme a noi, ma se anche per un attimo hai volato é grazie a lei/lui.

 

Ok, scusa se ti ho chiesto di fare una cosa così intima nel mio blog, che non é nemmeno protetto da https, ma sta tranquillo/a, non lo saprà nessuno.

Ora come ti suona lo slogan: "Il vero amore si chiama Cartier ed ha il colore del diamante"?

 

6 commenti

  1. Stefano De Giglio · 24 giugno 2013

    ma ora, a parte le considerazioni filosofiche, dal punto di vista prettamente pubblicitario/linguistico, non suona un pó na cagata?

  2. Andrea da Bangkok · 14 giugno 2013

    Condividiamo? Non del tutto...sei vittima in qualche modo anche tu dei condizionamenti culturali e indottrinamenti mio caro Luca... hai fatto il chierichetto da bambino? :P

    "Il primo é in italiano, il secondo in inglese per gli uomini e il terzo in inglese per le donne.
    Cliccate sul banner e vi porta in Facebook da dove potete condividere."
    Chi l'ha detto che "her colour" non lo possa dire una ragazza della sua compagna e "his colour" non lo possa dire un uomo del suo compagno?

    A parte questo scivolone ecclesiastico condivido!

  3. Marco Boe · 15 giugno 2013

    Guarda qui... :-)
    http://www.ondarock.it/pietremiliari/terrycallier_whatcolorislove.htm

  4. andrea · 5 luglio 2013

    ti sposti in un locale senza televisione ed eviti la cagata (diceva il saggio)

  5. Tripluca · 14 giugno 2013

    si, ammetto, ne sono vittima, e questo a riprova del fatto che non ha senso dire "si si mio io non mi faccio fregare, sono troppo furbo".
    Ci fregano sempre.
    Vai, ho corretto qui (in FB ormai e' andata) e mi scuso!

  6. Tripluca · 25 giugno 2013

    ah ah vero :)
    Pero' lo sai che secondo me la fregatura sta proprio qui? Tu dici che e' una cagata e sei uno, quindi non fai statistica.
    Che sia una cagata per te e magari il 2% delle persone non e' un problema per loro. A loro interessa influenzare gli influenzabili che a loro volta sono chiamati in termine tecnico gli "Influencers" (esempio il bimbo che influenza il genitore a comprare un certo tipo di pasta o il marito/moglie che decide che auto acquistare senza esserne esperto e ci riesce solo perche' strapazza i maroni talmente tanto che alla fine l'altro, esperto, cede per non sentirsi strapazzare i maroni per i seguenti 10 anni ogni volta che la macchina ha un problema).
    Loro puntano a quelli per cui come dicevo nell'articolo che tu sia immune al loro messaggio cagata non importa, vincono sempre loro. La cagata viene dall'alto e noi siamo sotto senza ombrello.