La molla sotto il culo
Un messaggio ricevuto l'altro giorno in FB da Omar, un ragazzo che era venuto con noi a Bali nel 2002.
Ciao Luca!!! Forse non ti ricordi di me, anzi, ne sono quasi sicuro. Come sono sicuro che io mi ero completamente scordato di te. Non so come abbiano fatto, le mie dita, inconsciamente, a digitare www.tripluca.com. Ma quando l'han fatto, bèh....è come se un auto mi avesse puntato i suoi abbaglianti dritto negli occhi. Molto è tornato alla mente, tutto era tenuto li, in qualche posto, dentro di me, nascosto pure a me. Non so per quale ragione, ti ho dimenticato per tutti questi anni. é stata un esperienza bellissima, e importantissima per la mia vita, quella che mi hai "aiutato" a intraprendere, 10 anni fa. Ancora adesso mi chiedo con che caxx di incoscienza l'ho fatto. Se è stato solo un caso o se, quando ho deciso di partire per andar dall'altra parte del mondo, a ventanni, incitato da uno sconosciuto sul web, non fosse solo il primo passo del mio vero viaggio. Io ero nel 1' "corso-scuola di backpackers" organizzato da te, nel 2002!! Ho navigato nel sito, nel forum e ho trovato il collegamento a Fb. Son felicissimo di averti ri-trovato, son felicissimo di scoprire che sei ancora in giro. Io, dopo quella bellissima esperienza, ho sistemato un pò di cose a casa e ho deciso di cercarmi un lavoro che mi permettesse di guadagnare abbastanza da "stare in giro per il mondo" qualche mese all'anno. Ma la fortuna ha voluto che proprio l'impresa che ho scelto mi portasse in giro per lavoro e, dopo 5 anni passati fra alberghi/case in affitto/ostelli di tutt'italia, finalmente son arrivate le commesse estere! Di recente son stato da novembre dell'anno scorso ad aprile di quest'anno in Colombia, fra due settimane dovrei partire per il Messico. Se tutto va come spero potrei lavorare diversi anni spostandomi in giro per il Sud America. Non so perchè ho deciso di scriverti proprio adesso, dopo 10 anni, forse mi vedo di nuovo in "partenza" e voglio chiedere ancora consigli a colui che me li ha dati per la prima volta. O forse(sicuramente!) vorrei solo ricambiare il favore dicendoti che se capiti in Sud America e ti posso dare una mano sarei felicissimo di farlo! A proposito dei tuoi consigli, ti ringrazio infinitamente. Non per qualcosa in particolare, non mi ricordo nessun consiglio specifico, ma per l'ideale che mi hai lasciato con quel viaggio. Un pò come è stata la scuola per me. Io non mi ricordo niente di particolare imparato a scuola. Però mi ricordo che mi hanno insegnato ad Imparare. E viaggiare non è sempre e comunque imparare?!?Filosofie di vita a parte, è stato veramente un piacere averti ri-trovato.
At salùt...Omar
(ho ovviamente chiesto a Omar il permesso di pubblicare la mail).
A volte la mattina mi sveglio come se mi avessero messo una molla sotto il culo.
Salto giù dal letto e mi metto al computer. Come un malato di mente.
Una persona normale nelle mie condizioni ne approfitterebbe per farsi un giro e godersi la giornata. Io no. Al computer.
Ultimamente smanetto cose legate al business degli appartamenti, una volta scrivevo nel blog, e altre volte organizzavo scuole di viaggio disorganizzato o un tripraduno. Anzi, ho sempre fatto tutte queste cose assieme.
A volte mi chiedo perché. Da dove viene questa urgenza di fare cose strane?
E spesso la risposta sta in una mail come questa o in qualcuno che mi dice "sai, ho deciso di partire anche grazie a te".
Omar non é il primo anche se non sono in grado di quantificare so che li fuori c'é un gruppo di scapestrati che mi hanno letto e hanno deciso di provarci.
Il sapere di aver influenzato delle vite, in senso buono si spera, mi dà una carica e una motivazione che niente altro riesce a darmi.
Niente di particolarmente eccitante, non é che mi metto alla finestra a gridare "si, si, un altro!!!", ma comunque una certa consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante.
Quando arrivi a questo punto, non c'é stipendio che tenga. Non puoi tornare indietro perché i soldi da soli non bastano più.
Non é questione di soddisfazione personale, orgoglio, essere riconosciuti o di avere influenza.
E' semplicemente sapere che quello che fai ha almeno un pò di senso. Che stai creando qualcosa.
Nel sapere che non mi sto alzando da quel letto solo per portare a casa la pagnotta, che quello non é l'obiettivo principale, sta la differenza tra il sopravvivere e il vivere.
Quando vendevo pompe, il mio scopo era aumentare il fatturato a discapito della concorrenza. Meno pompe lì, più pompe qui. Per quanto fosse divertente, eccitante (viaggiavo) e ben pagato, era anche relativamente inutile. Meno pompe lì, più pompe qui.
Ognuno trova la propria motivazione nella persona amata, i figli, un lavoro ecc...vanno bene tutte.
Io l'ho trovata nel tracciare un nuovo cammino e vedere che poi qualcuno ne é ispirato.
Se sono riuscito a fare questo é già abbastanza.
Ma non riesco a fermarmi: quando ti accorgi di avere questo tipo di influenza, diventa anche un po' una responsabilità.
Se domani cado, forse tra qualche anno un ragazzo deciderà che "forse sì, forse é meglio tenersi quel lavoro in ufficio, di questi tempi" perche' il padre gli ha detto: "Ascolta me che sono più vecchio e leggevo i blog prima di Facebook. Guarda, anche il Tripluca é dovuto tornare in ufficio, a 40 anni e senza aver concluso nulla nella vita. Sai che ha ancora il MacBook air del 2011? Quello non social mobail?"
Solo che io continuo a dirlo oggi e spero di dirlo anche tra vent'anni: vai, fai quello che devi fare e non ascoltare nessuno.
Ogni tanto arrivano anche i consigli buoni e disinteressati ma la maggior parte sono solo espressioni di paura di persone che quando volevano provarci invece di fare il passo decisivo in avanti l'hanno fatto indietro abbassando gli occhi e dicendosi "ma no, non ha senso".
Saprai di aver avuto ragione il momento stesso in cui il tuo aereo atterrerà e tutte le seghe mentali che ti spaventavano si scioglieranno come paletas messicane in una macchina senza aria condizionata.
Per non parlare di chi é sempre rimasto nella Comfort Zone (cioé a fare le cose che ha sempre fatto), e non vede l'ora di vedere cadere chi ci ha provato. Ma non saremmo arrivati a questo punto se li avessimo ascoltati, no?
Quindi nonostante la responsabilità e le iene che vogliono azzannarmi, c'é soprattutto una calma e costante consapevolezza che in fin dei conti va benissimo così.
Grazie Omar, in bocca al lupo e non mettere mai la testa a posto che ci si annoia.
8 commenti
marco v. · 25 agosto 2012
C'E' VITA AL DI FUORI DELL'UFFICIO? volevo aggiungere anch'io un mio piccolo contributo alle cose scritte finora, che personalmente mi stanno molto a cuore: anch'io sono un lettore di vecchia data di tripluca (2002-2003 se non ricordo male) e ricordo che all'epoca ero soffocato e annullato da un lavoro con la cravattina a mo' di cappio attorno al collo, la macchinetta aziendale (che era il pretesto per darmi 500 euro al mese in meno) e tanto, tanto stress e frustrazione. Ricordo però che dopo tante di queste giornate misere e vendute all'azienda, passate a spennare gli altri (assicuratore) e capire come fare piu' polizze io e meno polizze il mio vicino di scrivania (vi ricorda qualcosa? Un parallelismo con le Pompe di Luca) avevo il mio momento di LUCE la sera, quando tornavo a casa e leggendo i celebri trip-report di Luca, sentivo che sotto alla scorza, allo strato di guano depositatomi addosso ogni giorno dal mio capo-area (in senso figurato eh!), con la cravattina pure lui, ero ancora vivo, e meritavo di più...ogni giorno, in crisi, leggere certe parole sul sito mi faceva capire dove ero e dovrei sarei invece dovuto essere. Ora, senza dilungarmi e senza appropriarmi di questo spazio non mio, concludo solo dicendo che ora, in anni di peripezie e cambi di aziende, ho costruito un nuovo percorso e mi sono liberato di cravatta e macchinetta aziendale, Sfanculato i vari dirigentelli e simili, e ora faccio IL LAVORO della mia vita e la mattina mi alzo col sorriso e felice di fare cio' in cui credo. Come Luca, alla fine mi faccio ancora il culo, non sono in spiaggia a Goa a bere Mango Lassi, ma so che sono vivo. A questo ovviamente non sono arrivato perchè il tripluca mi ha detto FAI QUESTO E QUELLO, tralatro non lo conoscevo nemmeno di persona all'epoca. Ma come per voi, lui mi ha solo dato un'esempio, mi ha mostrato un'altra angolazione da cui LUI vede le SUE cose, e mi ha fatto pensare e ragionare e riscrivere il mio futuro. Solo un modo di pensare e vedere le cose sotto un diverso punto di vista. Il resto l'ho fatto da solo. Io. Il futuro è per tutti una pagina da bianca da scrivere. E bisogna essere sempre essere pronti a mescolare tutte le carte.
p.s. Luca! un post ogni tre giorni! Ci stai viziando! Fa molto periodo internet 2002-2003, in questi giorno quando torno a casa faccio sempre una capatina su tripluca.com per vedere se hai scritto qualcosa!
Andrea · 26 agosto 2012
E io sono un altro, il blog di Luca scoperto proprio digitando "lavorare viaggiando" mi fece trovare qualcuno che la pensava come me e che mi mostrò che era possibile.
Ed è vero.
Ora faccio il lavoro che amo e viaggiare è il mio "lavoro".
Mai avrei pensato di essere cosi fortunato.
Grazie Luca.
Un saluto dal Borneo
Tripluca · 28 agosto 2012
Ciao belli,
bello leggervi, grazie!
Fabrizio, vai sereni che sono tutte paure fatte a tavolino e noi ce ne freghiamo, no?
Marco, dai che se mi porti dove sai te ti sforno un articolo al giorno :)
Andrea, che ci fai in Borneo? Io ero rimasto alla storia di Riva del Garda!
Alberto!!! Piede molle, ricordi il melone assassino?? Ah ah mi fa piacere sentirti!
Irene...vero! Avevo dimenticato questo episodio.
fabrizio · 24 agosto 2012
Io sono un altro caduto nella rete di Luca :) a dire il vero il mio percorso e' un po' diverso e l'ho conosciuto non in viaggio ma grazie ad Adormo.com, un suo grande progetto, comunque, sono d'accordo con Omar, non sono i specifici consigli che rimangono di Luca, ma un modo di vivere e di fare che ispira fiducia e serenita' quest'ultimo elemento che ultimamente manca molto nelle persone.
Riccardo · 24 agosto 2012
Intensi sapori di vita vissuta bene!
alberto · 28 agosto 2012
Ciao Luca,sono Alberto,abbiamo condiviso una macchina e qualche migliaio di km in Australia nel 2004,anch'io ho voglia di ringraziarti per il coraggio che in qualche modo sei riuscito ad infondermi.Buona fortuna.un abbraccio.
ireneso · 28 agosto 2012
Omar che arrivò un paio di giorni dopo e vinse anche il premio a fine viaggio, giusto?
(io viaggiavo "de per mì" ma mi ricordo quando a Gili T aspettavate l'ultimo e più giovane del gruppo!)
Alessio Supertramp · 31 agosto 2012
Chi in un modo, chi in un altro ci hai influenzati un pò tutti....
Non ci conosciamo personalmente, al massimo abbiamo scambiato un paio di mailssss parlando di Adormo, eppure mi sembra di conoscerti ormai da 5/6 anni...
Quando ancora inchiodato alla sedia dell'ufficetto dove lavoravo, tra una pratica contabile e l'altra sbirciavo il forum, e fantasticavo pensando nel mio ipotetico viaggio in Australia...
Alla fine sono riuscito a partire, l'australia non l'ho ancora calpestata, anche se solo un anno fa avevo già un Working Holiday visa ed un biglietto di sola andata in mano, queste donne riescono sempre a farci cambiare i piani all'ultimo momento....(croce e delizia) cmq. come dicevo, sono riuscito a partire, tutto sommato non mi sono spostato di molto, sono ormai prigioniero della penisola iberica dal lontano 2008...Vivendo un pò da Barman/Latinlover ;) a Santander e ora conducendo una vita semi/normale a Barcellona da un anno ormai...
A pensarci bene non è cambiato molto, ho un lavoro fisso, mi permette di viaggiare un pò, non è stressante e ripetitivo, e il capo è un pazzo visionario...sono cambiate poche cose, ma quel poco che è cambiato è servito per togliermi quella "piccola depressione interna" che mi attanagliava, o per lo meno la lascia li nascosta in qualche antro lontano dell'anima...
Non ho mai rimpianto il fatto di non essere partito per l'australia, anche se poi con la famosa ragazza è anche finita....eppure sono contento e tornando indietro non cambierei quella decisione!
E anche se tutto sommato sono contento della mia vita attuale, resta sempre quella "voglia", "voglia di andare" come diceva il grande Lucio, questa volta però non è l'australia, l'irlanda o la nuova zelanda....è una voglia di mondo...
Voglia di uscire di casa senza niente in mano, lasciare tutto alle spalle e pian piano camminare, conoscere posti, gente e farsi guidare dagli avvenimenti, senza una meta, senza uno scopo....come diceva qualcuno, (non ricordo bene chi..) congiungere la strada di casa con la via della seta....etc. etc.
Ma forse è qualcosa insito in ognuno di noi, o in pochi/molti di noi....qualcosa che dobbiamo imparare ad accettare e che mai potremo soddisfare....o per lo meno mai completamente o perpetuamente...o più semplicemente, per l'ennesima volta, cerco di autogiustificare questa paura a mollare tutto e farlo seriamente....chissà...
Insomma dopo tutto questo asciugone, semplicemente volevo ringraziarti e ringraziarvi, in qualche modo è servito a qualcosa...