La prima primavera
In questi giorni si sta verificando un fenomeno molto particolare che rischia di passare inosservato nelle giornate spese tra computer, visite ad amici e terapie post incidente.
Sarebbe un peccato perché, a pensarci bene, é la cosa in assoluto più interessante.
Sta arrivando la primavera, come é sempre arrivata per noi, da quando eravamo bambini fino ad oggi.
A differenza delle feste user-generated quali il Natale, Carnevale, Pasqua e San Valentino vari, delle quali potremmo fare tranquillamente a meno, questa é una ricorrenza di sistema, comune a quasi tutti i sistemi operativi mondiali.
C'é stato, nella vita di ognuno di noi, un anno in cui siamo stati più sensibili all'arrivo della primavera.
Che sia stato quando ce ne siamo veramente accorti per la prima volta verso i 5 anni o quando ci siamo innamorati verso i 15 o quando verso i 18 abbiamo notato che l'aumento dell'attività autoerotica era direttamente proporzionale alle margherite del campo sotto casa, non importa.
Ci portiamo dentro però, inconsciamente o consciamente, una sensazione di sorpresa di fronte a un mondo che si risveglia, e questa sensazione, registrata da qualche parte nel cervello, ci permette probabilmente di passare indenni alcuni momenti bui della nostra esistenza quali l'elezione di Berlusconi o le lunghe serate nebbiose della Padania di inizio millennio.
Io mi ritrovo a condividere questi giorni con Lek e la cosa si fa più interessante perché lei non ha mai visto la primavera.
La frase sembra strana ma é ovviamente vera.
Siamo abituati a pensare che i popoli tropicali siano fortunati perché hanno sempre caldo e quasi sempre sole, e sicuramente é bello non doversi preoccupare della bolletta del gas, delle sciarpe, del ghiaccio sulle strade e dell'influenza.
Ma per ogni cosa che abbiamo, ne perdiamo un'altra, e loro sono popoli orfani di primavera.
E' stato interessante vedere Lek che assisteva alla normalità dell'estate, alla nostalgia dell'autunno e alla lenta morte della natura in inverno.
Non é stato facile per lei vivere giornate che finivano alle 4 con la nebbia che saliva e il termometro che scendeva, in un setting simile ai peggiori film dell'orrore.
Sono stati inevitabili tristezze quelle di chi si rendeva conto che la terra può essere grigia, fredda e ostile, anche nel ricco occidente, dove per strada vedi solo qualche vecchio che ti guarda con sospetto leghista e poi sparisce nella nebbia.
C'é stato qualche momento in cui temevo che non ce l'avrebbe fatta, specialmente quando nella sua mente si creava un paradiso inesistente, una Bangkok ideale, fatta di mille cibi, passeggiate in maglietta e centri commerciali ad aria condizionata.
Ho resistito dalla tentazione del confronto, dal farle notare la puzza e il rumore di Bangkok, e la calma di una Scorzé pulita e ordinata.
Ho, bene o male, lasciato che la natura seguisse il suo corso.
Avevo la primavera dalla mia parte, lontana, quasi incredibile, ma inevitabilmente in arrivo.
Fino a una sera di qualche settimana fa, quando, ancora nel bel mezzo dell'inverno, mi sono fermato e le ho chiesto:
- "Do you feel the spring?" (senti la primavera?).
Ovviamente non la sentiva, solo il mio naso allenato da 36 precedenti risvegli, sapeva cosa stava succedendo.
Era come se il cielo fosse più in alto e sentivo suoni diversi, come se fossimo finalmente all'aperto.
Era in arrivo e sapevo che sarebbe stata una sorpresa forse ancor più grande e magica dei saldi di fine stagione.
Da quel giorno é stato come vivere in un'economia rampante con dei fondi acquistati durante una crisi: ogni giorno è migliore del precedente.
Per lei, che non ha avuto il tempo di abituarsi negli anni alla primavera, assistere al risveglio della natura é una cosa quasi inaspettata, alla quale non si credeva più.
E' il premio per aver tenuto duro.
Ora é un momento particolare, quei momenti per i quali ho sempre viaggiato: stare bene, ogni giorno meglio, e andarsene un attimo prima di abituarsi.
Perché la felicità totale dura sempre l'attimo di un orgasmo e voler prolungare un momento magico é peccato capitale nella mia religione personale.
E' la prova che la ricerca della stabilità e della sicurezza sono passi verso la morte e che la vita si trova nel cambiamento, sulla cresta dell'onda.
Ora sono qui, mi godo il germoglio di questa primavera e, proprio nel momento in cui vorrei restare, me ne vado.
Perfetto, no?
8 commenti
MCLA1976 · 10 marzo 2009
mi hai colpito con le ultime parole....."meglio, e andarsene un attimo prima di abituarsi........la felicità totale dura sempre l’attimo di un orgasmo.......E’ la prova che la ricerca della stabilità e della sicurezza sono passi verso la morte e che la vita si trova nel cambiamento"
danno una forza pazzesca....se solo 1 persona trova 1 attimo x pensarci e riflettere....
MCLA1976 · 10 marzo 2009
xò luca legarsi ad una persona...donna,sposa o fidanzata chessia....
nn è già un abituarsi?una stabilità affettiva?
ninfa · 10 marzo 2009
Dipende da come la vivi.
Anche viaggiare sempre come ha fatto Luca poteva essere una fidanzata, ma lui ha fatto in modo che nemmeno una cosa tanto instabile e eccitante come il viaggio diventasse un'abitudine.
Ora Luca, se vuoi dire la tua visto che t'ho praticamente rubato le parole :-p
Bel post comunque, mi sono immaginata Lek per le strade della nebbiosa Val Padana..ahah povera!!
Raffaella Boschiasso · 10 marzo 2009
...bello e vero ciò che scrivi, soprattutto perchè sperimentato sulla mia pelle.Mi riferisco all'articolo.
"Uccidi il pidocchio dell'abitudine, che sia la tua unica dottrina! Tilopa
...credo che i confini tra il lasciar andare ed il trattenere ancora siano elastici ed individuali. Che nessuno dei due diventi la nostra bandiera! Questo non sempre è facile per me. ciao
Tripluca · 10 marzo 2009
legarsi a una persona é stabilità affettiva.
Non sono contro la stabilità, solo che io l'ho trovata maggiormente in una vita di viaggio che di residenza.
Cioé mi sento più stabile quando faccio cose interessanti che davanti alla TV.
Jò Clavenna · 11 marzo 2009
è vero....se 2 anime si uniscono in "viaggio" è come vivere lo stesso in maniera "interessante".......lontani dall'abitudine.....
marco · 13 marzo 2009
Sei veramente un grande!! cazzo mi sono commosso!! continua a viaggiare e a scrivere..
Andrea · 16 marzo 2009
Bel post davvero, mi accodo ai commenti!
p.s.
A Maggio inizio il mio viaggio. Vaffanculo tutti. Messico
www.sullastrada.net