Ragionamenti sulla violenza
Se vedi un tipo che picchia una vecchietta, ti sale il sangue alla testa e ti viene istintivo, usando violenza, difenderla.
Capita anche alle persone più tranquille del mondo.
E' latente in tutti noi.
La maggior parte del tempo non si manifesta ma in presenza di altra violenza, si attiva, sorprendendoci.
Ma la violenza non è di per sè negativa.
Se salvi la vecchietta, il pugno che hai dato al farabutto è cosa Buona e Giusta.
La violenza è contagiosa, si trasmette.
Per capirne le dinamiche a me risulta efficace considerarla come dell'energia.
Non dico che lo sia veramente, ma facilita il ragionamento considerarla tale.
Quindi ci potremmo chiedere: nel mondo ce n'è una quantità finita?
Oppure si crea e si distrugge continuamente e, a seconda del momento storico, ce n'è più o meno?
Durante la seconda guerra mondiale ce n'era di più?
E oggi?
Per andare avanti col ragionamento supponiamo per un momento che ce n'è una quantità finita e l'unità di misura siano i M-incazz.
Nel mondo ci sono, per esempio, sempre un miliardo di M-Incazz.
Il tipo che sta picchiando la vecchietta ne ha 3, la vecchietta era a 0, ma appena si vede aggredita arriva a 10 (10 è il massimo per persona, oltre il quale ti scoppia il fegato).
L'aggressore passa a 1, in quanto ha sfogato una sua rabbia (che in questo testo usiamo come sinonimo di violenza, o che forse possiamo considerare violenza latente).
Passa quei 2 M-incazz alla vecchietta.
E quindi da dove arrivano gli altri 8 che l'hanno fatta arrivare a 10?
E se arrivano da qualche parte, chi li ha persi e perchè?
Per tenere in piedi la teoria secondo la quale ce n'è una quantità infinita dobbiamo teorizzare che esistono M-Incazz latenti, cioè non nelle persone (limitiamoci alle persone che se ci mettiamo in mezzo anche gli animali non finiamo più).
Diciamo che sono nell'aria.
Appena la vecchietta viene attaccata, attrae il massimo di M-Incazz dall'atmosfera circostante e si satura.
Tu, invece, che te ne stavi passeggiando tranquillo, passi da 2 (avevi le palle girate per altre cose), arrivi a 10, spacchi la mandibola al tipo, e torni a 0.
Infatti dopo un atto di violenza, un po' come dopo aver fatto l'amour, l'energia che ti ha spinto all'atto se ne va.
E ti rilassi.
Quindi tirare schiaffi, rilassa.
La vecchietta, passato il pericolo immediato, si calma, ma resta a 8.
L'aggressore se ne va con 5, un po' perchè sbattuto, un po' perchè sa che è dalla parte del torto.
O potrebbe andarsene con 10, incazzatissimo con sè stesso perchè ha fallito.
Quindi ognuna delle parti è entrata nella transazione con un livello di violenza e ne è uscito con un altro.
La violenza si è quindi trasferita da una persona all'altra.
Resta non provato che la quantità totale sia rimasta invariata.
Forse la teoria è sbagiata.
Forse l'atto di violenza dell'aggressore ha aumentato la violenza in circolazione.
Se ne va, sbatte contro un passante che passa da 0 a 3, gli grida contro e, cosí facendo, lui passa solo da 10 a 9.
Trasferisce quindi un po' della sua rabbia liberandosene ma ogni atto di violenza ne crea in eccesso.
Ora la vecchietta è incazzata e per sfogarsi va dal marito e gli racconta la cosa.
Si calma, passa da 8 a 6 in tre ore. Il marito si innervosice e passa da 2 a 4.
Qui sto barando: dico che si sono trasferiti 2 M-Incazz da moglie a marito.
Ma non è detto: può anche darsi che la moglie passi da 8 a 6 mentre il marito passi da 2 a 5.
Ecco che si è creato un M-Incazz dal nulla, o se n'è scaricato uno dall'aria.
In entrambi i casi la violenza/rabbia su questa Terra è aumentata.
Sarebbe interessante scoprire un modo per misurare la rabbia e confutare la teoria.
Ora, lo so, sto ripetendo l'ovvietà che la violenza genera altra violenza.
Ma forse no, forse la trasferisce solo.
Se cosí fosse però potremmo accettare la violenza come un'energia neutra, e quindi da non distruggere.
Ma forse non è nemmeno cosí: forse il tempo la consuma.
Se la vecchietta non fa nulla per trasferirla, pian piano la rabbia si spegne o almeno diminuisce.
Lascerà certamente dei residui, forse della cenere.
Quindi è probabile che questa energia sia simile al calore: si dissipa.
Si trasforma.
Ecco, questo potrebbe avere senso.
Ora, se finora non avete capito nulla è normale.
Sto scrivendo cosí, al volo, senza sapere dove arriverò.
Sto semplicemente ragionando e un ragionamento del genere è possibile solo scrivendo .
Vediamo dove arriva.
Non abbiamo risolto ancora il dilemma: la violenza totale è invariata?
Speriamo di si in quanto possiamo puntare ad eliminarla del tutto, tra moltissimo tempo magari, ma almeno possiamo vivere sapendo che si sta andando in quella direzione o, almeno almeno, che c'è una direzione.
Forse la risposta, soluzione e speranza è che non solo si trasformi, ma che
esista un modo per trasformarla in qualcosa di positivo.
Supponiamo che la vecchietta sfoghi la rabbia pulendo vetri delle macchine.
Esce di casa schiumando di rabbia e dice "giovani di merda con 'sti vetri sporchi porca di quella troia vi faccio vedere io!" e pulisce tutti i vetri delle macchine del paese.
Alla fine è contenta perchè si è sfogata, sono contenti i proprietari delle macchine ed esce perfino un articolo sul giornale che la propone come persona dell'anno.
Ecco che quei M-Incazz sono diventati qualcos'altro: energia fisica, riconoscenza, soddisfazione.
Il fuoco della rabbia si è trasformato in energia positiva.
Se fosse cosí ci sarebbe una risposta alla violenza.
Questo è il punto nel quale poi uno dovrebbe scrivere che la violenza si risolve solo con l'amore, ma lo sappiamo benissimo che l'aggressore andava preso a schiaffi.
Quindi questa cosa dell'amore è un po' ingenua.
Ma forse la direzione è quella: trovare il modo di prendere l'energia negativa e trasformarla in positiva.
A questo proposito mi viene in mente uno dei momenti di cinema più geniali della storia (almeno della mia) in Ghandi:
In pratica mussulmani e Indù si stanno massacrando a migliaia e Ghandi, dopo una telefonata a Marco Pannella, decide di fare lo sciopero della fame.
Ormai è stremato, in punto di morte.
Arriva un Indù stralunato che gli butta un pezzo di pane sul letto e dice:
- "Mangia. Andrò all'inferno ma non con la tua morte sulla mia coscienza!"
- "Solo Dio decide chi va all'inferno" dice Ghandi, stancamente.
- "Ho ucciso un bambino. Gli ho rotto la testa contro il muro"
- "Perchè?"
- "Hanno ucciso mio figlio. Il mio bambino. I mussulmani hanno ucciso mio figlio" E mentre lo dice indica col braccio quant'era alto il bambino.
- "Conosco una via d'uscita...dall'inferno. Trova un bambino. Un bambino la cui madre e il cui padre siano stati uccisi. Un piccolo bambino, alto cosí. Crescilo come se fosse tuo. Fai solo attenzione che sia mussulmano, e educalo come tale".
Il tipo rimane sbalordito e prima di andarsene bacia i piedi a Ghandi.
(Letta cosí non fa effetto, guardate lo spezzone del film).
La cosa che mi ha sempre sorpreso di questo dialogo è come rendesse evidente un fatto: la violenza riesce a passare da persona a persona senza trovare ostacoli. Nessuno cerca una soluzione, tutti hanno una reazione.
E' una risposta atavica, che si attiva prima che l'informazione arrivi davvero al cervello.
Ha sicuramente un suo senso, ma forse siamo maturi per superarlo.
Non certo con le frasi fatte del vescovo di turno che dice a una madre di perdonare chi gli ha ucciso il figlio senza sapere davvero cosa sta chiedendo.
Voglio vedere se ti tolgono un anello d'oro come perdona il Vescovo, credo che si andrebbe a dover aggiornare il Treccani delle bestemmie in latino.
Tornando a noi:
quando il tipo dice "Hanno ucciso mio figlio. Il mio bambino. I mussulmani hanno ucciso mio figlio" mi sono venute in mente varie cose: il dolore del perdere il figlio,il fatto che fossero mussulmani e quindi l'attualità, la rabbia verso gli assassini, l'assurdità di uccidere un altro bambino per vendetta...ma non una possibile via d'uscita.
Come vuoi che ti venga in mente una via d'uscita di fronte a cose del genere?
Ma forse la variabile necessaria per scrivere un'equazione che si mangi la violenza sta proprio nell'andare in direzioni impensabili, assurde e rivoluzionarie.
O forse no, forse i cattivi vanno semplicemente fatti fuori tutti con la bomba atomica perchè, come insegna la storia, i problemi complessi si risolvono solo con soluzioni semplici che stanno dentro un Tweet.