La maledizione del cuscino di leone marino argentino
Ed eccoti che compri il materasso con memory foam e backup delle ultime 10 posizioni che registra quella che ti ha fatto dormire meglio, te la ripropone e tu devi solo mugugnare "mmmm" per attivarla, e poi delle lenzuola di lino d'alpaca bi-gender e un cuscino con baffi di leone marino argentino (*) completo di firma ricamata con i capelli di Sai Baba che ti infondono serenità.
Ma quello che ti fa dormire davvero bene è l'aver lavorato tutto il giorno.
Cerchi le spiagge più assolate con la sabbia più fine e bianca che cazzo deve sembrare neve e il cameriere che serve la caipirinha deve essere mulatto ma non troppo, gentile e servizievole ma non servile.
Ma quello che ti fa davvero godere il sole sono i sei mesi di profondo inverno e nebbia malefica appena passato.
Ti prendi la televisione a 800 pollici con speaker digitali che ti sparano i bassi regolati in base alla tua biomassa in modo che siano in unisono con il tuo io piú profondo.
Ma quello che ti rende davvero felice è che il film è bello.
Fai all'amour con una tipa di altissimo lignaggio che sembra di stare con una principessa tanto soave la sua voce, gentili i suoi gesti e ardite ma non volgari le sue gesta.
Ma quello che veramente ti soddisfa e aver passato sei mesi nel deserto con cammelle brutte poco disposte a gesti affettuosi (manco le gobbe ti facevano toccare).
Morale:
nelle condizioni giuste basta anche un cuscino normale, una spiaggia nord adriatica, un cameriere triste o una TV vecchia.
E' la vecchia storia de "il miglior ingrediente è l'appetito".
Non ho scoperto nulla di nuovo, lo so, ma le più grandi intuizioni sono spesso la riproposizione di concetti antichi in tempi moderni.
Per esempio il concetto che "l’odio non cessa con l’odio, in nessun tempo; l’odio cessa con l’amore: questa è la legge eterna" è copyright del Buddha, poi ripresa da Gesù 500 anni dopo con grande efficacia.
E alla fine ci hanno fatto una gran carriera in due sulla stessa idea.
Torniamo a noi:
La nostra societá è talmente ricca che se Dante ci dovesse trovare all'inferno ci vedrebbe far traslochi e svuotare garage per l'eternitá con drigignar e strider di denti ogni volta che, buttando via una lampada che sembrava bellissima all'Ikea ma che poi non ci stava col comò, respirassimo l'odore di erba fresca dei minuti lavorati per guadagnare i soldi necessari per comprarla.
Nel senso che di andare a buttarci sull'erba fresca non abbiamo avuto il tempo.
E ora che quei minuti, quelle ore e quei giorni sono finiti, piangiamo, drighignamo e stridiamo i denti.
E Virgilio direbbe "they had their priorities fucked up, son" ("mira figliuolo, eransi resi poco lesti nelle importanti cose della vita loro ad ordinar").
Più che cercare di avere i soldi sufficienti per il lusso, forse ha senso trovare il modo per entrare nello stato mentale che ti faccia percepire come lusso quello che abbiamo già.
Anche perchè il lusso è una brutta bestia che scappa sempre più in là: ti soddisfa all'inizio ma poi hai bisogno di una dose maggiore per sentirti appagato.
L'asticella del piacere si alza costantemente in quanto la bella sensazione è data dal differenziale tra il tuo "normale" e il tuo "lusso".
Non è oggettivo.
Lo so, è sempre delicato affrontare questi argomenti, principalmente per due motivi:
1) rischiano di scadere in attacchi banali al consumismo (scritti da un consumista).
2) La frugalità è l'ultimo tabù.
Ma siccome ho la forte sensazione che la chiave per decriptare il mistero del perchè siamo insoddisfatti sia da quelle parti, ci provo.
Non voglio parlare dei soliti problemi della società occidentale e criticarla, ma di un'opportunità latente:
L'opportunità è di vivere meglio.
Forse perfino felici.
Siamo sempre in tensione con stipendi che non arrivano a fine mese, soffriamo delle incertezze che ne derivano e risolviamo il problema comprando cose gratificanti.
Quel cuscino di foca alpina che è "uno dei pochi lussi che mi permetto" o quella spiaggia bianca che "una volta ogni tanto ci vuole".
Ma non possiamo mettere sulle spalle di un povero cuscino la terribile responsabilità di farci dormire meglio.
Sono probabilmente le preoccupazioni che ci fanno dormire male.
O chiedere a una povera spiaggia bianca di rendere la nostra vita un po' più romantica in pochi giorni.
E' l'aver investito tutto sull'altare della sicurezza che la rende grigia.
Non voglio banalizzare con editti dall'alto del tipo "spendete meno", "spendete quello che potete permettervi", perchè sono nella stessa situazione e non riesco a resistere ai richiami di cui sopra.
Ma sono sicuro che una gran parte del problema è lí e che la soluzione si troverà solo cambiando modo di pensare...che poi è sempre la cosa più facile da dire ma più difficile da fare: perchè pensi quello che ti viene in mente, non quello che decidi tu.
Lo so, a questo punto dovrei rivelare la formula magica del Tripluca, lui sì che queste cose le ha capite, ma getto la spugna e dico: non ho la lista delle "10 cose da fare per fregare il sistema".
Non so come si fa.
O almeno non so come fare dall'interno profondo della societá dove mi trovo adesso.
Questo profondo cosí comodo, sul quale il tuo tempo scivola via che è un piacere, dove riesci ad arrivare fino alla vecchiaia senza scossoni e morire senza fare troppo rumore, come quelle cinesi del tuffo che entrano in acqua senza splash.
E dire che pensavo di essere vaccinato avendo fatto le esperienze che ho fatto, avendo vissuto in quel modo lí, quello cioè dove la priorità era vivere, non stare al sicuro.
Cioè non ho solo letto libri su questa cosa, li ho (quasi) scritti.
Ma niente. Sono più forti loro.
Quelli che alla fine ti convincono a prendere quel cuscino (dai che ti arriva subito con Amazon Prime, non devi nemmeno aspettare) perchè lavoro tutto il giorno e alla sera voglio dormire bene.
Ho il diritto a gratificarmi. O no?
Senò che lavoro a fare cosí tanto?
Ecco, lo ammetto, ci sono cascato anch'io, insabbiato nelle sabbie mobili, sprofondato piano piano, nei mesi e negli anni.
Sono piú forti loro.
Perchè sono in tanti e passano le giornate a pensare come venderti quel cuscino.
Anzi no, a come creare le condizioni perchè quel cuscino tu lo percepisca come un salvagente per non sprofondare.
Decine di migliaia di persone che lavorano contro di te otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana e te che a malapena trovi il tempo di pensarci un po' su tra i mille pensieri e piccole cazzate che ti assillano.
Sono piccole ma, come le mosche, ce le hai davanti al naso.
Ignorale se riesci...
Forse non è possibile o forse ci vuole davvero tanta di quella forza di volontà che solo i giganti...
E quindi, forse, ancora una volta, l'unica è accettare come un fatto che da qui, nel centro, quelli come me sopravvivono bene ma vivono male.
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(*) All'inizio era una foca alpina ma poi non avendo fotografie di tale specie, ho recuperato una vecchia foto di Mar Del Plata di un leone marino e ho cambiato titolo e testo.
5 commenti
Gianni Mezzadri · 17 agosto 2016
Esatto!! :)
Tripluca · 17 agosto 2016
questo? http://amzn.to/2b3m8VC
11,90 €??? Dopo tutto quello che ho scritto vado a cercare gratificazione in un libro a 11,90 €????
Scherzo, grazie per il suggerimento.
Gianni Mezzadri · 17 agosto 2016
Prova a leggerti Felicità: un'ipotesi di Jonathan Haidt, è illuminante proprio perchè non parte prevenuto e analizza in modo preciso tutti le informazioni senza preconcetti. Alcune tue considerazioni si sposano con le sue teorie.
SImona C. · 23 agosto 2016
Per certi versi hai ragione, ma io non sono fatta per accontentarmi. La mia gratificazione, però, non viene da mai da beni materiali, sta nel tempo che riesco a dedicare al godermi la vita con le persone che mi piacciono (eh sì, la birra è materiale, ma bevuta in compagnia fa parte del godersi la vita!)
clach · 29 agosto 2016
percepisco il risveglio della Forza.
O almeno mi illudo
The constitution in The Republic of Užupis states that dogs must love their owners for who they are. But, cats are allowed to "only" tolerate their owners.