Confessioni di un imprenditore digitale - parte terza
Adesso ve la spiego, penserete che é ovvio e ci faccio la figura del cretino.
Se decidete di lanciare una casa automobilistica, quanto vi serve? Bastano 100.000 Euro?
Ovviamente no. Ne bastano 100 milioni? Nemmeno.
Ci vorranno, probabilmente, miliardi.
È abbastanza intuitivo: devi comprare delle fabbriche, assumere ingegneri, operai, avere un budget di marketing eccetera..
Se invece vuoi aprire un negozio di scampoli a Martellago, quanto ti serve? 100 milioni? No dai, basteranno, che so, 50.000 Euro per iniziare.
L’affitto, un po’ di scampoli in magazzino, qualche soldo al Tegolina che sparge la voce e via (il ROI del Tegolina è 10 volte superiore a Facebook, secondo uno studio di Harvard).
E se vuoi aprire una ditta basata sul web, quanto serve?
Ah, il web? Niente, basta un programmatore nerd che codifica nutrito a noodle, tu che organizzi il business e il vostro genio vi porterà in alto.
È così? Si, in alcuni rari casi è ancora così.
Se hai trovato quella nicchia nascosta che nessuno considera, te la puoi cavare a noodle e genio.
In tutti gli altri casi (il 99%) è meglio che cominci da subito a prendere le misure del mercato.
Nel mio caso è stato difficile prendere le misure perché il mercato si è gonfiato tutto di colpo. E il mio approccio era ormai calcificato.
A volte l’esperienza è anche un limite nel senso che non vedi le cose come stanno e come cambiano, anche se te lo dicono ("ma che ne sanno loro? Io ho esperienza").
Spesso non è evidente, ma non vuoi accettare ciò che ti sta davanti agli occhi.
Venivo da una realtà fai-da-te dove con 1000 Euro un cinese butterato ti buttava su Apartmentoski alla dick of dog, avevi tutto il tempo di imparare il Php per migliorarlo tu e i clienti venivano comunque da te in quanto eri l’unico sito così interattivo.
Ero avanti, e questo mi permetteva di lavorare male e ragionare in piccolo.
Il salto di qualità l’ho fatto quando ho iniziato a ragionare in decine di migliaia di euro.
"Azz… decine di migliaia di euro, ma non starò spendendo troppo?".
E mentre io cercavo di accettare il fatto che stavo spendendo somme enormi, qualcuno faceva un bonifico di 100 milioni ad Airbnb.
Mi si è gonfiato il settore sotto i piedi e siccome ci ero proprio sopra non me ne sono accorto.
È come quella barca al largo sull’onda lunga dello tsunami che si alza di trenta metri e non se ne accorge nessuno dell'equipaggio.
Poi vengono a sapere del disastro dalla radio (eccola una bella metafora che meriterebbe di finire nei libri di economia! Sono orgoglioso di me stesso).
Ho sbagliato, non ho capito/voluto capire.
Ancora. Ecchecazz…
Avrei dovuto cercare investitori? Probabilmente sì.
C'erano decine di milioni in cerca di esecutori e li hanno trovati qua e là, pur di partire hanno preso anche gente non esperta.
Pensa, c'eravamo noi con anni alle spalle, avremmo fatto "striche" (termine bocconiano per dire faville).
Ammetto un'altra colpa: me l'avevano consigliato.
Niente...duro come il marmo.
Ma occhio alla trappola: prendere soldi dagli investitori non vuol dire aver vinto.
Anzi.
Vuol dire farsi molto più male quando poi si perde.
[blocca tutto: sto parlando di investitori, quindi gente che mette soldi, acquista delle quote e se va tutto a mignotte, si chiude e via, niente soldi da restituire. Quindi NON finanziatori o banche che poi vengono a spaccarti le gambe .)
Tutte queste ditte nate in questi anni, hanno preso un sacco di soldi dagli investitori.
Ma sono in attivo?
Non lo sappiamo, non essendo quotate in borsa, non lo possiamo sapere.
L’attimo dopo aver preso 100 milioni devi iniziare a spenderli.
E prima che finiscano devi andare in attivo, altrimenti chiudi.
Quindi quando sentite che una start-up ha preso dei soldi, sappiate che molto probabilmente quei soldi saranno bruciati e resteranno solo fumo e frasi di tendenza.
Solo dopo alcuni anni, se vedete che é ancora sul mercato, possiamo cominciare a pensare che le cose vadano come devono andare.
I vari Wimdu, HouseTrip, 9Flats e company, sono arrivati, hanno fatto un sacco di pubblicità e si sono fatti notare dai proprietari che hanno caricato i loro appartamenti e ricevuto prenotazioni.
Easy, se l'ho fatto io a gratis lo possono fare loro con i schei no?
Poi cominci a sentire dire che un sito su Praga non porta più clienti, l’altro ha chiuso gli uffici di Berlino e quell’altro sta cercando un acquirente e non lo trova.
Sono segnali che hanno diminuito le spese pubblicitarie, forse la conversione è bassa, forse i clienti non tornano e quindi il costo di acquisizione è troppo alto?
Non lo possiamo sapere. Forse c’è spazio per tutti, o forse resterà solo Airbnb.
Intanto si fanno la guerra su Google Adwords, magari cercando di uccidersi a vicenda, e tolgono lo spazio ai piccoli.
O forse i clienti capiranno che pagare un 10/15% di commissione solo per il piacere di prenotare su del css elegante e con molta scelta (virtuale, tanti proprietari non rispondono neanche) non è una buona idea e andranno direttamente dai proprietari che nel frattempo saranno anche maturati e si sono fatti dei siti decenti.
Non sappiamo nulla, può succedere davvero di tutto.
Alla fine resta sempre e solo chi guadagna più di quanto spende, da questo concetto basilare non si scappa.
È sempre e solo il cliente che devi convincere.
Prendere o non prendere sodi è una decisione dura e delicata. Se il modello non sta girando fai comunque fatica a raccoglierli. Se funziona, spesso non ne hai bisogno.
Ma in un mercato come questo credo che sia fondamentale ormai, appena trovato lo spiraglio, crescere in fretta e posizionarsi.
Io credo che l’ideale per chi vuole semplicemente lavorare online sia fare una cosa da soli, relativamente piccola e senza investitori, vedere se va e poi eventualmente cercare aiuto.
Ma questo è possibile solo se il mercato ha le dimensioni giuste e te lo permette.
In tutti gli altri casi hai bisogno di aiuto dall'inizio.
Nel prossimo articolo capirete perchè vi sto facendo una lezione di capitalismo per i poveri.
Tripluca is still a boss. Non dimenticatelo mai.
3 commenti
Mauro · 26 maggio 2014
Storia interessante si, e so pure come va a finire... anzi, come inizia, perchè di un inizio si tratta :)
“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta.”... e non l'han detto un pincopallo qualsiasi. Forza Luca.
Logomaco · 26 maggio 2014
La cosa inizia a farsi interessante .... ;-)
Dottornomade · 26 maggio 2014
Lezioni apprezzatissime! Giuro.