TriplucaVivere viaggiando

7 marzo 2015 · Tripanesimo

Dio Quan

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Ieri mi è venuta in mente questa cosa e oggi, prima di venire qui a scrivere idiozie, sono andato su wikipedia a vedere se non ci fosse già arrivato qualcuno.
E infatti ci è già arrivato qualcuno: sono in ritardo di solo qualche decina d'anni.

Detto questo, scrivo lo stesso, perchè il concetto è intrigante e lo potete leggere in una forma ignorante e grezza.
Quindi un ottimo punto di partenza non inquinato da letture influenzanti.

Si parla di Dio e si parla di quantistica.

Qui vi chiedo un attimo, proprio un attimo, di pazienza, per capire il concetto di base.
Vi prometto che è interessante quanto pazzesco. E che non lo capirete.

Allora, la fisica quantistica, da quel poco che ho capito, dice tra le varie cose che:
un oggetto è allo stesso tempo sia una cosa che un'altra fino a che non viene osservato.

Lo so, terribile. Ma sospendete un attimo la logica e seguitemi.

L'esperimento della doppia fenditura, ci dice che la materia è duale, è cioè sia particelle che onde.

Siccome non può essere entrambi, cosa determina che si comporti come particelle o onde?
L'osservazione, a quanto pare.

Quindi, ci sono elementi in questo mondo cosí sensibili che diventano una cosa o l'altra nel momento in cui li guardiamo.

Se vi girano già i maroni a quanto pare girano moltissimo anche agli scienziati, ma troppi esperimenti basati su questo concetto hanno dato i risultati giusti, e questa ormai è la teoria comunemente più accettata.

E'come se centinaia di esperimenti avessero dimostrato che 2+2 non fa sempre 4, ma a volte 5. A seconda di come lo guardi. E i matematici si sarebbero arresi in quanto per non farlo avrebbero dovuto rinnegare concetti ben più radicati del 2 + 2.
Una tragedia, se volete.

Ora, se accettiamo che una cosa non è nè pane nè polenta fino al momento in cui non la osserviamo , questo non ci apre una porta verso l'interpretazione dell'esistenza di Dio?

Per millenni ci siamo trucidati sul concetto dell'esistenza di Dio.
E oggi, come beffa colossale, forse la risposta è semplicemente: beh, dipende.

Dio esiste e non esiste allo stesso tempo poi, appena ci pensi, la risposta diventa sí o no.
Lo so, assurdo. Ma qui sta il bello.
L'esistenza di Dio è assurda per te gli atei.
La non esistenza di Dio è assurda per i credenti.
Quindi, visto che siamo in una palude di assurdità, c'è sicuramente spazio per una terza teoria, assurda, che dice: l'esistenza di Dio dipende da quello che credi tu.

Ma c'è di più: Dio smette di esistere nel momento esatto in cui perdi la fede, solo per riapparire quando la ritrovi.
Un Dio molto schivo, ma anche meno arrogante.

L'assurdità più difficile da digerire sta proprio nel fatto che Dio è il simbolo dell'oggettività. O c'è o non c'è.
Quindi non vi sto chiedendo di accettare questa teoria, solo di considerarla, perchè, chissà, magari è persino vera.

Pensa che pace.
Questa teoria mi piace perchè al prossimo missionario (di qualsiasi religione) che incontro potrò dire: "si, io credo in Dio, perchè sicuramente per te esiste. Salutamelo."

E al prossimo ateo convinto (beati i convinti, hanno trovato il paradiso in terra): "si, in questo momento io non credo in Dio e quindi non esiste. Adesso rilassati che sei più spaccamaroni dei fondamentalisti".

Una teoria del genere mi permetterebbe finalmente di mettere anche Dio nel terzo cassetto, quello delle cose che non so e che forse non saprò mai.
Il cassetto del mistero.

Ce l'avete il terzo cassetto del mistero?
E' comodissimo. Ogni volta che appare una questione alla quale non sai rispondere, non sei costretto a prendere posizione, a dire la tua, a cercare di convincere qualcuno. La metti nel terzo cassetto e dici "non lo so, non ho abbastanza informazioni, non ci ho pensato abbastanza".

  • "Esiste Dio"?: non lo so.
  • "Esistono gli alieni?": forse, non ho abbastanza elementi per prendere una decisione.
  • "Esistono le scie chimiche?": guarda, non ho avuto tempo di approfondire.

Perchè non è vero che dobbiamo sempre avere un'opinione su tutto.
Abbiamo il diritto di non avere ancora preso una decisione. O di non prenderla mai.

E Dio quindi?
Mentre scrivevo la cosa del cassetto mi è venuta in mente una metafora che forse spiega un po' il concetto.

Guardate questa foto:

pizza

 

E' una pizza o non è una pizza?

Se rispondete:

- "si è una pizza"
io potrei dire:
- "no, non è una pizza. Sono pixel, guarda:"

pizza pixel

 

E la conversazione potrebbe continuare cosí:
- "ok, è una foto di una pizza ovviamente"
- "ti ha fatto venire l'acquolina in bocca?"
- "si"
- "ma è la pizza o sono i pixel che ti hanno fatto venire l'acquolina in bocca?"
- "i pixel, la pizza non è fisicamente davanti a me"
- "ma se ti avessi detto che è la foto di una pizza di plastica, sai quelle che usano per le foto delle pubblicità, tipo questa replica giapponese?"

pizza finta

 

- "oddio, forse no. Sembra vera ma se mi dici che è di plastica..."
- "Si, è plastica al 100%. Quindi l'acquolina, che è una cosa reale, cioè è della saliva che ti si è formata davvero in bocca, dipende da cosa?"
- "da quello che io credo"
- "esatto. E anche dal fatto che in passato hai fatto esperienza di pizza. Se tu non ne avessi mai vista una non avrebbe avuto nessun effetto, tipo questo. Sai cos'è?"

durian

 

- "no"
- "io si, e ti potrei uccidere ora per mangiarne un po'"
- "occhio che stai sbavando sul pavimento..."
- "si, urhm, erghh,,,,splush, splash..durian durian!!!!"
- "noooo cosa fai? Non leccarmi lo schermo!!"

Quindi una foto diventa una pizza solo se ci credi.

Per far funzionare una rappresentazione serve fede e esperienza.
Perchè Dio funzioni, perchè quindi abbia un effetto reale, devo crederci e averne fatta esperienza.
Altrimenti è come se non esistesse, o forse proprio non esiste.

E se Dio su di me non ha alcun effetto, credo si possa dire che in effetti per me non esiste.
Ma nel momento in cui inizio a crederci posso compiere grandi prodigi quali fondare una confraternita di Fratelli della Pietà, lanciare una crociata o tagliare teste di infedeli.

Ok, basta che mi scoppia la testa.

Il mio scopo scrivendo tutto ciò non era certo convincervi di una teoria che non capisco nemmeno io, ma di condividere alcuni dubbi.
Tutto parte sempre da dubbio e dalla confusione, spero di averne creati un po'.

3 commenti

  1. Simona C · 19 giugno 2015

    Piko, sicuro che il pesce non lo sappia? :)
    Qui si mette in discussione tutto e, con un po' d'immaginazione, si possono fare ragionamenti infiniti.
    Non è necessario avere un'opinione su ogni cosa, tuttologi e saputelli sono sempre antipatici. Siamo umani: far lavorare il cervello da soddisfazione, ma è bello anche farsi una birra senza pensare. L'invadenza delle rotture di coglioni nella vita resta un enigma senza soluzione anche per la fisica quantistica.

  2. Piko · 29 aprile 2015

    Einstein diceva: "Mi piace pensare che la luna sia al suo posto anche quando non la guardo". Ma Einstein (no dico, Heinstein, mica un pirla!) aveva torto. Sempre Eintein, a proposito della meccanica quantistica, disse: "Dio non gioca a dadi" ma Niels Boohr rispose: "Smetti di dire a Dio cosa fare!" Credo che il nocciolo della questione sia proprio questo, smettere di dire come dovrebbe essere il mondo ma semplicemente accettarlo, anche se non lo comprendiamo. D' altro canto il pesce mica lo sa che al di fuori del mare esiste un' altra dimensione. Un altrospunto di riflessione potrebbe essere "Il mito della caverna di Platone"...

  3. marcor · 6 agosto 2015

    A parte la questione se esiste o no dio, c'e' qualcuno che riesce a darmi una definizione di cosa e' Dio?
    E per il pensiero positivista di oggi se una cosa non la sai definire vuol dire che non la conosci...