TripLife 1.0 – Interviste – il Cujo (31)
Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c'é la presentazione.
Interviste -Il Cujo
Quando conobbi Andrea, dalle parti del 2003 era un giovane perito chimico la cui ricerca di quel qualcosa in più non era ancora stata assopita dal frastuono della vita quotidiana.
A volte non bastano le palle, ci vuole anche il tempismo di fare il passo prima che sia troppo tardi.
Mi piace sempre pensare che ad un certo punto nella vita prendi una decisione importante e crei una nuova versione di te che va in una direzione diversa, mentre quella vecchia continua, nel suo universo parallelo.
In questi miei trip mentali ci sono due Andrea. Uno Andrea il Chimico (nell'altro universo, quello che non percepiamo) e uno Andrea il Cujo.
La cosa bella di questo trip mentale é che la decisione che Andrea prese, ha davvero creato un nuovo universo per lui.
Tra Afghanistan e interland milanese c'é come minimo la via Lattea di mezzo.
Andrea é il boss online del volontariato internazionale, per cui a chi interessa capire com'é questo mondo, consiglio di visitare il suo sito Cujolandia.it o le discussioni nel TripForum.
Vi consiglio il suo sito anche perché ci sono storie e prospettive molto interessanti ed originali.
Mentre noi facciamo gli eroi andando in Asia a Sudamerica, lui vive in Burkina, Congo e Afghanistan e fa le ferie in Sri Lanka.
Per forza é originale.
• Perchè hai lasciato?
A 21 anni mi sentivo arrivato. La ragazza, la macchina, un lavoro a tempo indeterminato che mi prendeva. A 22 ho provato a guardare di là dal muro. A 23 ho fatto un campo di lavoro e a 24, finita di pagare la macchina, sono partito. Tutto il resto non aveva più parecchio senso di fronte alla voglia di fare qualcosa di migliore, di scoprire, di provarci.
• Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai?
Qualche viaggetto lo feci in Europa tra 2001 e 2004, degli inter-rail, Caponord in macchina (e ritorno) e via così. Diciamo che la semiresidenza è iniziata nel 2006, quando mi sono spostato in Burkina, poi da lì ho seguito le esperienze di lavoro e di studio. Lo farò fino a che avrò la motivazione e la consapevolezza di fare qualcosa di utile ed importante e bilanciare al tempo stesso la mia vita personale. Ero arrivato ad un altro stallo tra 2010 e 2011 ed ho preso una stagione di riposo in Inghilterra facendo un Master. Un'esperienza comunque utile ed interessante che mi ha permesso anche di viaggiare in Sri Lanka e nuovamente in Congo con l'università. Lavorando su contratti di corto-medio termine si è spesso spinti a dover decidere e/o cambiare.
• E’ stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?
No, non è stato difficile. Era quello che volevo fare. Quello che mi ha convinto è stato scoprire il lato professionale dell'umanitario. Prima di fare un campo di lavoro avevo pure io il cliché del “rambo” e del “missionario”, invece l'umanitario è una professione che richiede una buona preparazione, ti permette di sviluppare le tue competenze e abilità e anche i tuoi mezzi personali come abilità di lavorare sotto stress, in gruppo e da solo. L'opportunità di crescere, di avere un framework che mi permetteva di fare le cose in un certo modo, come piace a me, mi ha aiutato.
• Come ti mantieni?
Beh, lavorando. Noi non siamo santi né missionari. Abbiamo competenze, lavoriamo. E abbiamo uno stipendio.
• Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?
Cambi molti punti di riferimento; nei legami, negli orari, nella lingua, l'alimentazione e la cultura. Per adattarti deve fare posto, lasciare indietro un certo bagaglio, a volte devi saper esser leggero. A volte mi piacerebbe poter programmare un pelo di più ma non posso, il mio calendario è spesso rigido o definito all'ultimo momento.
• Qual’é la cosa più bella invece?
Ogni giorno impari qualcosa. Sul mondo, sugli altri, su di te. Vedi posti incredibili, non avrei mai pensato di visitare le montagne del congo o dell'afghanistan fossi stato in italia; conosci gente tosta, incredibile. Ecco diciamo che vivi, usi tutte le tue capacità: il cervello, il corpo, i sensi, le emozioni; ti senti naturalmente disabituato alla routine.
• E’ cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?
Si, parecchio. Naturalmente mi sono aperto gli occhi su una certa bigotteria che va per la maggiore dalle mie parti. Però sono anche diventato molto più obiettivo. Non tutti ambiscono a fare una vita da semi-residente ma non è che non vivano una vita soddisfacente da residenti. Ho visto molti genitori avere un'infanzia e gioventù difficile nel primo dopoguerra, poi fare sacrifici per i propri figli e dare a loro la possibilità di fare quello che sto facendo io o altre cose, cercando di non fargli ripetere i loro errori o la loro miseria e sofferenza.
• Sei cambiato tu? Come?
Sono cambiato in tante cose. Molto più convinto di quello che faccio, convinto nei miei mezzi, convinto che si può fare bene nel mondo, l'etica ha ancora un posto e che sta a noi svilupparlo. Sicuro che altri stili di vita sono possibili, per non dire necessari. Ho riscoperto il valore dell'educazione, leggo molto, sono andato per la prima volta all'università a 30 anni e voglio continuare. Ho cambiato il modo di vivere i rapporti, di amicizia e affettivi. Ho incontrato tante persone, amici e colleghi che mi hanno dato, tantissimo.
• Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?
Provare. Leggersi un paio di libri e andare, buttarsi. Se non mi fossi licenziato non avrei trovato la spinta per andare fino in fondo e ovviamente sono dovuto uscire dalla mia comfort zone. Bisogna andare, non ci sono scuse.
• A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?
A chi non sa mettersi in discussione, a chi non ama la vita. Ai superficiali e attaccati alle cose materiali.
• Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al peggio?
Futuro? Quale futuro? Ci penso ma più a livello professionale che personale. Voglio continuare a fare questo e farlo bene, per questo ho fatto questo Master lo scorso anno, che mi da più flessibilità ed opportunità per crescere. Il nostro settore è giovane e c'è bisogno di un buon approccio, di studiare e migliorare tanto, è interessante davvero.
La pensione … no meglio non pensarci, sai è difficile quando vedi gente che non sai se arriva a 40 è dura pensare alla pensione. Non ho esigenza di una casa ora come ora, anche se dopo un certo numero di anni ammetto che mi manca un positicino per me dove mettere le mie cose senza che sia casa dei miei. Ho delle opportunità, tipo una Tripcasa o una capanna ipertecnologica da un amico in Burkina Faso. Da vedere.
La malattia e il peggio … beh arrivano. Basta non pensarci, toccare ferro.
• Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?
Continuare a fare questo per un po' di finire un altro corso online, piano piano, soprattutto fare queste cose bene e poter avere un buon impatto, continuare a creare dei bei rapporti. Se riesco a lavorare qua per un pò, tipo fino a fine 2013 vorrei fare il giro del mondo partendo nel 2014. Negli USA, grande sogno, ci sono stato; vorrei davvero poter andare a trovare per la prima volta i miei cugini in Australia. Kobe Bryant l'ho già visto giocare dal vivo con il Dream Team, e ho visto suonare più volte i miei gruppi preferiti. Vorrei visitare un po' meglio l'Asia, possibilmente continuare a scrivere e migliorare a fare fotografie, giusto per me.
• Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.
Più che lo stipendio sarebbe il pacchetto. Nel nostro lavoro ad esempio ci sono degli “emergency roster” ; si tratta di posizioni congelate, dove tu stai disponibile a partire in caso di emergenza nelle prossime 48 ore, tipo in caso di tifone, guerra improvvisa o altro. Ecco, quello sarebbe interessante: ti basi in un posto, inizi a crearti qualcosa, poi parti 3 mesi in Asia, torni due mesi e parti altri tre in Africa, ma inizi a crearti una mezza radice.
Essere più fisso sarebbe buono pure, bisogna vedere dove; se mi permette di fare cose buone, che mi piacciono, magari continuare a studiare, perchè no?
• Cosa pensi della politica italiana?
Lecca lecca e gratta e vinci. Anche cartucce usate per la caccia e poi "cono medio e coppetta media di gelato", "lemonsoda, pizzette, cannoli, ciambelle, torta sbrisolona, zucchero semolato, farina, salsicce, cracker e biscotti, frutta e ortaggi". E anche, per la somma di 127 euro, ostriche. Fuochi d'artificio da un rivenditore cinese, almeno sei computer, ma anche ovetti Kinder. Ecco, poi ho dimenticato i videogiochi e altre cose. Come dici? Sono state pagate su denaro pubblico?
1 commenti
andrea · 20 dicembre 2012
grazie boss, l'avevo detto che sei stato fondamentale nella scelta di partire ? No, beh allora lo dico adesso! Grazie! Ai primi 100 visitatori su www.cujolandia.it regalo una lettera di invito per l'afghanistan!