TriplucaVivere viaggiando

21 giugno 2008 · I miei libri TripLife 1.0

TripLife 1.0 - Il Sistema (10)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c'é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Il Sistema

In questo libro si parlerà spesso di sistema. E' quindi necessario definire la parola per evitare per quanto possibile fraintendimenti. Per sistema intendo la società.

Il sistema è qualsiasi società intesa come gruppo di persone che agiscono secondo regole simili e condividono una certa visione del mondo.

Dato che è  abbastanza probabile che il tuo sistema di riferimento sia la società italiana/occidentale mi riferirò a quella.

Il mio atteggiamento verso il sistema non é di rifiuto totale, come quello degli hippie, in quanto credo che abbia comunque parecchi aspetti positivi, assieme a molti altri negativi.

Io suggerisco di prendere il buono e buttare il cattivo, solo che per riuscire a individuarli bisogna starne fuori parecchi mesi all'anno in quanto il sistema é basato su una sorta di....controllo del pensiero (non perdetemi qui, niente di esoterico in arrivo).

Siccome siamo liberi di fare quello che vogliamo, ci devono convincere a fare quello che vogliono loro. E ci riescono benissimo. Qui per "loro" non intendo sette segrete o stanze dei bottoni, ma semplicemente di una necessità del sistema, più o meno concertata a vari livelli.

Un esempio é il rapporto lavoro/denaro/tempo libero: ci è stato detto che lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana è la cosa giusta da fare.

Lavorare di più é possibile mentre lavorare di meno è quantomeno sospetto.

Per portarti a lavorare 40 ore alla settimana (e quindi produrre a sufficienza) il sistema ti convince di avere dei bisogni di base soddisfabili solo con 40 ore di lavoro alla settimana.

La cosa però, pensandoci, é strana: perché proprio 40 ore? Perché i soldi sono sempre "giusti"?

E se riesci a guadagnare lo stesso lavorando 20 ore?

Cioè, una persona più intelligente o efficiente della media dovrebbe essere in grado di lavorare meno e guadagnare di più, o no?

Però cosa succede quando una persona guadagna il doppio? Spende il doppio.

Sta qui la pazzia secondo me.

Potrebbe spendere 20, o magari solo 10, ore in libertà, ma decide di lavorare comunque 40 ore e spendere di più.

Ma lo decide davvero? È una decisione cosciente?

Qui potresti dirmi: "anche il tempo libero costa, quindi chi può permettersi 20 ore alla settimana di tempo libero?".

In realtà chiunque: leggendo libri presi in biblioteca per esempio (gratis), parlando con amici o gente per strada (gratis), semplicemente pensando (gratis), camminando, andando in bicicletta (senza tanti accessori tecnici dell'ultima generazione), visitando musei, ecc...

Purtroppo queste attività hanno delle conseguenze "centrifughe", ti portano cioé verso l'esterno del sistema. E il sistema, ovviamente, non lo incoraggia.

Il sistema è concepito per proteggere se stesso.

Ancora: questa percezione di un sistema con una volontà propria, definita dall'alto, é probabilmente sbagliata.

Ma gli effetti sono reali: il sistema ha una volontà propria, definita dalla somma delle volontà delle persone più potenti che ne fanno parte.

La madre di tutte le armi é il consumismo, probabilmente il miglior "tool" di controllo mai concepito dalla modernità. Riesce persino a dare un'illusione di libertà, quando, l'unica libertà come dice Terzani è quella di scegliere tra una marca di dentifricio e l'altra.

La vera libertà, quella di non comprare cose inutili, viene demonizzata: rallenta l'economia.

Quindi serve incazzarsi col sistema? No. Lui fa il suo lavoro, tiene unita la società e le permette di funzionare.

Non è perfetto, crea alienazioni, offre sicurezza...fa un sacco di cose e non serve buttarlo perché poi ne dovresti costruire un altro migliore e la storia insegna quanto ciò sia difficile.

Quindi cosa fare?
Faccio fatica a credere che una soluzione sia il raggiungimento della consapevolezza dall'interno.
Se sei nel sistema non lo puoi vedere.

Come fai a giudicare la facciata di un palazzo da dentro una stanza? TI affacci alla finestra e guardi in sù?

Devi uscirne e starne fuori per parecchio tempo.
Per fortuna, a differenza dei sistemi totalitari che non avevano questa capacità di attrazione e dovevano costringere con la forza la gente a restarci dentro, il nostro non ha sviluppato funzioni coercitive fisiche: possiamo uscirne quando vogliamo e grazie al surplus finanziario (non ci pagano in rubli non convertibili), possiamo anche starne fuori molto tempo con poco sforzo (esempio: stagione di lavoro in spiaggia = un anno in India).

Ovvio, la cosa appare molto difficile, ma é un'illusione creata appunto dal nostro caro Matrix.
Quel muro che ti divide da una vita in viaggio é fatto di pixel.

Una volta uscito, anche per solo sei mesi, ti puoi limitare ad osservarlo dall'esterno.
Sarà infatti automatico osservare il paese nel quale viaggi e paragonarlo con l'Italia.
Partito per capire l'Asia, per esempio, vedrai finalmente l'Europa.

Una volta raggiunto questo secondo step (step 1: uscire, step 2: capire), potrai passare al terzo: usare il sistema a tuo favore.
In questo libro cercherò di darti qualche spunto in merito.

(Continua)

5 commenti

  1. giordano · 23 giugno 2008

    ma quali sono i veri motivi "della stanza dei bottoni" perchè crea il "sistema"?cosa cerca?il controllo di tutto? a che scopo?altrimenti che succederebbe senza "il sistema"???

  2. ilcujo · 23 giugno 2008

    succederebbe che la gente sarebbe più contenta con poco, la ricchezza sarebbe distribuita, non ci sarebbero ricchi e poveri, saremmo tutti uguali e non staremmo distruggende il pianeta oltre che a distruggerci a vicenda...

    tutto per la sete di gloria, ricchezza e potere di sparute minoranze...

    ...ah ins't it marx?

  3. giordano · 24 giugno 2008

    + contenta?non ci giurerei.ho un idea diversa....piuttosto ci sarebbero + guerre e violenze per accaparrarsi ricchezze senza le regole "da rispettare"...senza il buonsenso,l'apparenza di far le cose come giuste x il sistema....ci sarebbero sempre ricchi e poveri ma non ci evolverebbe come tecnologie,i ricchi e poveri sarebbero decisi dalla forza e non dalla furbizia e astuzia...

  4. madmeth · 30 giugno 2008

    uno specchio fedele di come stanno le cose, luca.
    oh, ma mai una volta che ti becco a scrivere ca%%ate... ehehehe

    a me viene sempre in mente il concetto di "illusione delle differenze" letto molti anni fa su un libro di storia dell'architettura, e da allora chiarificatore di molte cose...
    l'illusione della libertà, l'illusione della scelta, perfino l'illusione dei propri bisogni... scardinato questo concetto, resta poi comunque difficile vivere sempre con la mente messa a fuoco quando tutto, ma proprio TUTTO ti spinge ad essere IN matrix. Uscire dal sistema diventa quasi una necessità fisiologica, tipo fare la pipì ahahahah

    ottimo intro per il tuo libro.

  5. paolo · 17 luglio 2009

    ciao, non so se hai mai studiato antropologia o letto qualcosa a riguardo, comunque molte tue idee( viaggio come giro più lungo, straniamento, circolo ermeneutico), con le dovute differenze, sono espresse da antropologi. Ti consiglio di leggere qualche manuale ti potrebbe aiutare molto nella stesura del tuo ebook.
    ciao
    P.S. comunque a breve parto per l australia e il sud est asiatico per un anno :-)