South East Asia Expert Hunting
Sono loro alti, non io rimpicciolito.
Ogni tanto mi ritrovo a fare dei lavori nuovi e me ne accorgo solo quando ormai ci sono in mezzo. L'ultima volta é successo mentre ero sul treno Bangkok - Aranyaprathet verso la città cambogiana di Siem Reap (Angkor Wat per capirci). Io sono un grandissimo organizzatore e spesso anche un grandissimo mona e avevo calcolato male i giorni di permanenza nella Land of 7Eleven (Thailandia). Posso restarci solo 30 giorni e il volo per la Birmania era al 33esimo circa. Non chiedetemi perché. A volte semplicemente hai troppi calcoli in testa e ti sfuggono queste cose. ("ma non sei sposato? Non ha diritto a stare di più?" No. Welcome to Thailand baby).
Quindi le mie alternative erano:
- pagare all'aeroporto 500 bath (circa 12 euro) per ogni giorno di permanenza in più ma col rischio (molto basso) di finire in galera nel caso la polizia mi avesse fermato per strada (mai successo). Sono cose che capitano.
- andare in un oscuro ufficio da qualche parte a Bangkok e pagare qualche decina di euro per estendere il visto.
- andare in Cambogia.
Non mi chiamo Tripluca per niente e ho optato per la Cambogia.
Tutti vanno a Siem Reap per vedere Angkor Wat, ma io ci sono andato per incontrare un paio di persone che erano interessate a diventare i nostri Esperti per Siem Reap.
Ora, dopo tanti anni di viaggi devo ammettere che non provo più grosse emozioni a salire su di un treno per andare a vedere dei templi (ve lo dico e confermo dopo aver appena rivisto Bagan in Birmania).
A parte che gli avevo già visti, io ormai soffro del mancato scambio che avviene quando vado a vedere qualcosa:
io guardo il tempio, ma il tempio bastardo non mi considera nemmeno.
Un antidoto a questo rapporto senza futuro é un libro. Un bel libro su Angkor Wat che riesca a tirare fuori la vita di cui quei sassi sono impregnati e che mi permetta di emozionarmi nel trovarmi di fronte a quelle opere di civiltà scomparse.
Ma stavo leggendo un libro sulla storia birmana ed ero già sufficientemente confuso.
Per cui, dopo aver fatto tutte le mie cose, alle due del pomeriggio, con i templi che chiudevano verso le cinque ho optato per l'acqua fresca della piscina.
E senza un minimo senso di colpa.
Ero già soddisfatto, estremamente soddisfatto, di avere conosciuto Alessandro nel mattino.
Alessandro é un signore di Merano e se Terzani fosse ancora vivo me li vedrei tranquillamente assieme in qualche bar malfamato di Hanoi a fare due chiacchiere.
E in quelle chiacchiere Terzani non sarebbe il boss esperto d'Asia che si permette di essere con noi post-backpacker che hanno perso gli anni meravigliosi delle guerre asiatiche, quando l'Asia era ancora Asia e solo i boss la giravano.
Alessandro gli terrebbe testa e io mi metterei sotto il tavolo con l'iPad a registrare tutto e poi ne scriverei un libro talmente pieno di aneddoti e prospettive originali che arriverebbe secondo alla Feltrinelli, solo dopo le ricette della bagascia di turno.
Premetto di avere passato solo un paio d'ore con Alessandro la mattina e un'altra la sera in un ristorante indiano, per cui non sono sufficientemente preparato per fargli l'agiografia, ma vi posso dare una breve introduzione: parla quasi 10 lingue asiatiche incluso il Parsi anzi non il Parsi ma il dialetto XXXX (non ricordo), vive in Asia da mi pare 40 anni e in Cambogia da 14 e nonostante questo curriculum non é borioso o saccente, ma estremamente tranquillo.
A confronto con i mini boss che dopo tre anni in Thailandia passati a troie nei bar credono di avere scoperto i segreti dell'Asia, incontrare un personaggio così é molto refreshing.
E mi ha detto una cosa molto interessante.
Ora io ve la dico, e a voi dara' l'impressione che invece borioso lo é, ma cercate di ricordare che questa affermazione é il risultato di decenni di esperienza:
Mi ha detto che ha imparato queste lingue perché voleva parlare con la gente del popolo, ma poi si é reso conto che la gente del popolo parla "solo del vicino che ha pagato il riso 1000 rupie in meno. Se c'é qualcuno di veramente interessante stai tranquillo che parla qualche lingua europea. Alla fine sapere le lingue asiatiche serve solo a spendere di meno e viaggiare prendendo meno fregature".
Boom. Ciapa quà e porta a casa.
Le mie sette lingue europee non mi hanno portato alla stessa conclusione e resto convinto che se non parli la lingua di un paese non lo puoi davvero capire, come non capisco ancora la Thailandia (con un profondo senso di inadeguatezza).
Io credo che se parli una lingua ti avvicini al loro modo di pensare.
Ma in Asia questo é verosimile in quanto il livello "del popolo", rispetto alle persone istruite é veramente abissale.
Cioè se una volta potevo credere che se mi fossi messo a discutere in Birmano con la signora che vende le melanzane al mercato di Inle Lake, dove sono oggi, ormai sono abbastanza sicuro che la signora non conosce nemmeno il concetto di discutere per il piacere di farlo.
Chiudo qui per non stare a disquisire su di una frase fuori contesto, sicuramente Alessandro potrebbe approfondire il concetto e darci una visione più completa.
La sera siamo usciti e c'era anche Gabriele, uno scaeveon (dizionario Veneto - Italiano: capellone) di Bergamo (o Brescia? Queste due città nel mio immaginario sono uguali) che é venuto in Asia via terra e si é fermato in Cambogia.
Gabriele é uno di noi viaggiatori, anche lui molto tranquillo e umile.
Un Pedro, un Pico, un Clach, un Tripluca, insomma noi pischielli che ne deve passare di acqua melmosa sul Mekong…
Per concludere, dopo aver conosciuto questi due personaggi, ho potuto riportare alla base di aver trovato due Esperti di lusso per il Social. Se andiamo avanti a questo livello mettiamo un piedi una cosa monumentale.
Il loro sito é Alessandrocambogia.com, se cercate ci sono dei minisiti gustosi scritti da Alessandro con info specifiche per zone strane e remote. Hanno un'agenzia di viaggi per Tour in Cambogia e cerchiamo di stare molto attenti con Esperti che hanno un conflitto di interessi, ma hanno capito benissimo lo spirito del progetto (rispondi alle domande e non cercare di vendere tuoi servizi, anzi non nominarli nemmeno) per cui sono sicuro che faranno un ottimo lavoro.
Angkor Wat può certamente aspettare che mi legga un libro per poterla apprezzare. Se lo merita.
Ecco vai, mettiamola giù così: Angkor Wat merita ben di più dell'ennesimo turista ignorante che viene a farsi due foto senza capire nulla. Specialmente se ci viene per la seconda volta. E' una questione di rispetto.
5 commenti
Claudio · 25 marzo 2013
Devo commentare prima ancora di finire di leggere questo post.
Circa la verita' del pensiero che ti ha detto Mr.Alessandro e che io ho avuto modo di testare nel mio ultimo viaggio in Marocco: "Se c’é qualcuno di veramente interessante stai tranquillo che parla qualche lingua europea".
Mubarak, un uomo di Asni - un povero e sgangherato villaggio sulle Atlas, un uomo che non e' mai uscito dal suo piccolo villaggio ma che parla un inglese perfetto - imparato grazie all' ospitalita' verso viaggiatori che come me hanno alloggiato a casa sua, con la sua famiglia ma soprattutto una persona piena di argomenti!
Su questo argomento vorrei dire miliardi di cose e pensieri ma come scrittore sono pessimo :)
mitch77 · 25 marzo 2013
Ciao Bah' com'è che mi tiri fuori questi guru locali sempre dopo che son stato in un posto?mi sarebbero utili prima,cosi mi eviterei ricerche a vuoto!Forse sarebbe meglio sintonizzarci un po'!!!
Per quanto riguarda l' ultima frase concordo pienamente anche se certe cose si assimilano con piu' interesse,altrimenti si passa e basta,l'importante è esserci!!Ciao Ciao
Brutale 910 s · 25 marzo 2013
"A confronto con i mini boss che dopo tre anni in Thailandia passati a troie nei bar credono di avere scoperto i segreti dell’Asia" qui hai vinto
Andrea · 25 marzo 2013
" Angkor Wat merita ben di più dell’ennesimo turista ignorante che viene a farsi due foto senza capire nulla. Specialmente se ci viene per la seconda volta. E’ una questione di rispetto."
Quanto cxxxxxo è vero. E dovrebbe valere per tutti i posti degni di nota
Tripluca · 26 marzo 2013
si ma occhio che l'Africa e' diversa. L'Asia e' particolarmente difficile per quanto riguarda le conversazioni. L'assioma “Se c’é qualcuno di veramente interessante stai tranquillo che parla qualche lingua europea” vale per l'Asia e in particolare il Sud Est, gia' in India due chiacchiere riesci a fartele.