La bambina birmana
Avete presente la famosa bambina afghana del National Geographic nel 1985?
Per qualche motivo non ben chiaro la storia é molto interessante.
In fin dei conti sono due foto della stessa persona a molti anni di distanza, roba che Facebook ci propina senza tante storie tutti i giorni.
Però, nonostante questo, la storia é bella.
Oggi ve ne presento una versione per i poveri:
la bambina Birmana by Tripluca
PRIMA FOTO: 2004
Nel 2004 andai in Birmania con Manu.
A Bagan un ragazzino scassamaroni ci chiese di comprare delle cartoline.
Era forse il ventesimo quella mattina e io da buon turista non gli ho dato retta.
Ma Manu fece una cosa molto interessante e gli disse:
- "vai da tua mamma e chiedile se ci prepara un pranzo. Vogliamo mangiare in una casa birmana. Ovviamente paghiamo"
il ragazzino corse a casa e in men che non si dica l'affare era fatto.
Un ottimo esempio di come i Punti di Immersione siano sempre dietro l'angolo e basta saperli vedere o forse creare.
Andammo a casa loro e dopo l'ottimo pranzo nella capanna scattai delle fotografie.
La foto della figlia maggiore mi piacque particolarmente e la scelsi come copertina per il sito sulla Birmania di tripfoto:
(Ecco le altre >>)
SECONDA FOTO: 2013
Fast Forward Marzo 2013.
Sono a Bagan con Lek e stiamo girando i templi con una simpatica coppia svizzera incontrata a colazione all'Hotel.
La mattina ho salvato le foto della famiglia sull'iPad e quasi dimentico di chiedere in giro.
Verso mezzogiorno, davanti a un negozio di lacche, mostro la foto e chiedo a dei personaggi che bevevano il té, ma mi dicono di non conoscere la famiglia.
A giudicare dalla casa saranno del villaggio, dicono.
Poi, mentre compro delle lacche al mercato, Lek mi dice di chiedere alla signora.
Tiro fuori l'iPad e una ragazzina mi dice: "si, li conosco. Vendono riso dietro al tempio Sulamani".
"Vedono il riso dietro al tempio di Sulamani" é un ottimo titolo per quei libri da metà classifica al Media World.
Diciamo al driver (eravamo con un furgoncino) di portarci a quel tempio, ma lui aveva già capito tutto e ci porta direttamente dietro, dove c'é una specie di ristorante per locali con la signora che cucina il riso sul fuoco per terra.
"La signora che cucina il riso sul fuoco per terra", sarebbe anche un buon titolo per la collana Viaggi in Oriente.
Siamo a una ventina di metri dal ristorantino e non scorgo i visi, ma inizio subito a scrutarli, curiosissimo.
Per prima vedo una bambina con li occhiali e i pantaloni (cosa rara). Sarà lei? Mmm…forse, ma non mi convince.
Poi vedo il padre.
E' senza dubbio lui.
Mi avvicino, e sono un po' sorpresi, perché non é un baracchino per i turisti. Che ci fa un turista lì?
Vado verso il padre che non mi riconosce, probabilmente perché sono dimagrito troppo.
Allora apro l'iPad e gli faccio vedere la foto.
Momento "All for this moment".
Cioé quel momento per il quale hai preso un aereo, ti sei rotto le palle a camminare nelle strade polverose di Mandalay, hai passato la notte in un bus con video di rocckettari capelloni metallari birmani che cantano una versione locale di Obladì Obladà e sei arrivato a chiederti perché fai tutto ciò.
E la risposta che sempre, sempre, arriva in maniera chiara come un lampo che fa sparire la nebbia e lascia solo una bella giornata di sole.
Per questo:
Fa un salto (letteralmente) e corre a prendere la moglie che lascia il riso sul fuoco e si domanda che cacchio starà succedendo.
La bimba con gli occhiali scappa in motorino e lascia dietro di sé una scia di polvere.
L'avremo spaventata?
Io e il papà, contentissimo, ci facciamo due risate guardando le foto.
Poi chiedo dove sia la bambina vestita di verde.
Mi indicano una ragazzina vestita di rosso che sorride imbarazzata.
E' lei.
E' cambiata molto, come la bambina afghana.
Ci invitano a sederci al tavolino e iniziano a spremere delle canne da zucchero con un macchinario manuale.
Passano alcuni minuti e stiamo scadendo nel classico rapporto locale-turista con loro che servono e noi che siamo serviti.
Poi all'orizzonte vediamo apparire un motorino e c'é lui, il ragazzino cresciuto.
Scende dal motorino e sapete cosa mi dice?
- "Ah! Nice to see you Luca! Where is Manu?"
resto di sasso. Si ricorda il mio nome dopo 8 anni!
- "ti ricordi il mio nome!"
- "Si si, Luca Manu, Manu Luca, come dimenticare?"
(più o meno, non chiedetemi precisione assoluta nei dialoghi, sono già passati due giorni).
Gli dico che sono venuto a portargli le foto e gli chiedo una mail per spedirgli sia le vecchie che le nuove che sto per scattare e mi dà il suo account Facebook.
Peggio, tira fuori il cellulare e va online in Facebook.
Internet nella sim in Birmania? Pensavo fosse impossibile.
Per giorni sono stato un pellegrino nel deserto che attendeva l'oasi per abbeverarsi alla fonte della conoscenza (e dare un'occhiata a Repubblica.it), e lui, teoricamente un beduino senza mezzi, mi si presenta con una spugna imbevuta che ti permette di bere sempre o ovunque?
Sono quasi offeso.
Mi racconta un po' com'é andata in questi anni e dice che é sempre dura ma si tira avanti. Era a Mandalay durante gli ultimi casini e a causa di alcune lettere che ha pubblicato si é fatto una settimana di galera.
- "Brutta cosa", ha detto con lo sguardo di chi vuole raccontare ma allo stesso tempo scacciare i pensieri.
Mi dice qualcosa riguardo a qualcuno che a Bagan aveva delle foto loro ma non capisco bene.
Poi mi racconta che vende sempre i dipinti su sabbia (sand paintings) ma non ha un negozio e mi dà il suo biglietto da visita.
Noi non abbiamo tempo di comprare niente, stiamo per andare a vedere il tramonto da un tempio, ma Nicola, il ragazzo svizzero, promette di andarci domani.
I suoi contatti:
Khaing Myo San
Sand Paintings
tel: 09402504454
khaingbagan394@gmail.com
Alla fine ce ne andiamo, non é che abbiamo moltissimo da dirci, e non capisco neanche benissimo il suo inglese, ma appena ho una connessione decente gli mando le foto e lo faccio amico in Facebook.
Che brutto farselo amico in Facebook però, é una garanzia di banalizzazione del rapporto.
Sarebbe forse meglio evitare?
In ogni caso, questa era la mia storia della bambina Birmana.
Spero vi sia piaciuta.







9 commenti
Tripluca · 27 marzo 2013
Manu e' in Messico
Stefano JP · 26 marzo 2013
Fantastico Luca!
ma Manu infatti che fine ha fatto???
Andre · 31 marzo 2013
risponde ma solo su what's up... :)
jobbe · 28 marzo 2013
Ah ma allora è quel Manu!!!
Allora... essendo che io sono un assiduo lettore del tuo blog... ho una richiesta per te!
Visto che viene spesso citato qua e la questo fantomatico Manu... e sempre in maniera positiva...
perchè non gli fai una specie di trip intervista dove racconta brevemente la sua storia e la sua visione della vita e del viaggio?
A me interesserebbe molto sapere la sua opinione su un sacco di cose... ci hai incuriositi ormai!!!
Tripluca · 28 marzo 2013
Manu risponde alle email solo al solstizio d'inverno secondo il calendario Azteco
pablo · 27 marzo 2013
bellissima storia,stavo leggendo con un sorriso nostalgico da ebete fino a quando ho letto questa frase:
'Peggio, tira fuori il cellulare e va online in Facebook'
Quando sono stato io in Myanmar,nemmeno tanti anni fa, c'era l'internet a solo a Mandalay e Yangoon e oltre che metterci mezzora
per leggere i titoli delle mail in arrivo perche'non osavi nemmeno provare ad entrarci tanti siti erano bannati pure
dal government.
comunque c'entra poco ma qualche mese fa sono passato nella biblioteca del mio paese e l'addetto mi ha detto di guardare
quei giornali la di viaggio,di prendere qualcosa che mi interesssava senno'li avrebbe buttati via.
erano national geographic,ne ho scelto solo uno,quello del giugno dell''85 con la copertina famosa.
Wsupertramp · 30 marzo 2013
Proprio bello!!!
Però quando c'è la nebbia il cielo è sereno!!! :-)
jobbe · 26 marzo 2013
Questo è proprio un bel racconto!
Mi è piaciuto molto!
Ma in tutta questa grande carrambata... manu che fine ha fatto? Dov'è? ... Leggerà questo articolo?!
Claudio · 26 marzo 2013
Questa e' una gran storia!
Si vive per queste storie, o per lo meno, io!
PS Ho provato lo stesso feeling riguardo allo scambio di amicizie in facebook (una garanzia di banalizzazione del rapporto) :)