TripLife 1.0 – Interviste – Andrea Zanchi (30)
Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c'é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:
Interviste - Andrea Zanchi
Andrea vagava per l'Australia quando siamo entrati in contatto per la prima volta.
Stava cercando un modo per rimanere on the road e l'ha trovato con la fotografia istock.
A volte é semplice. Ti piace una cosa, ci provi, e ti riesce. Non so se sia stato così facile per Andrea, ma sono sicuro che la passione gli ha reso il lavoro più leggero.
L'ultima volta che l'ho visto si era appena preso un furgoncino Westfalia adattato a camper. Il camper senza le rotture del camper.


- Perchè hai lasciato?
Dopo l'università e varie esperienze, alla fine sono andato a lavorare in un'azienda come area manager.
Alla fine mi trovavo in media 9 ore in ufficio oppure inscatolato in fila in macchina sulla tangenziale di Bologna mentre sognavo il fine settimana o l'aperitivo della sera. Ho resistito quasi un anno, poi non ce l'ho fatta più. Quella non era la vita che volevo vivere, se la facevo è perchè l'avevo deciso io, condizionato o meno. Quindi solo io potevo cambiare le cose. Questo ho lasciato e quella è stata anche la molla.
- Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai?
I viaggi li faccio da sempre ma direi che dal 2009 ho iniziato a viaggiare in maniera più continuativa alternando lavori e periodi di pausa. Viaggiare in sè credo non smetterò mai ma sicuramente cambierò il modo in cui lo faccio. Il backpacker trip va bene per un pò ma poi, almeno io, sento di aver bisogno di un motivo, un filo conduttore che mi faccia spostare da un posto all'altro.
- E' stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?
No, non è stato difficile. Era quello che volevo fare. Oggi con la crisi del lavoro c'è il "vantaggio" di non avere scuse. Prima sceglievi un buon lavoro e avevi la ragionevole sicurezza che dopo alcuni anni avresti avuto una casa, macchina, e tutte le tue cose. Quindi magari questo poteva frenare qualcuno a fare quello che gli piaceva. Invece ho visto persone licenziate dopo 15 anni di lavoro nello stesso posto in 20 minuti con 0 giorni di preavviso. Quindi se niente è più sicuro tanto vale provare a fare quello che ci piace.
- Come ti mantieni?
Faccio il fotografo.
- Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?
Io cerco sempre di spendere molto poco, quindi spesso è faticoso sempre cercare di arrangiarsi da soli, poi ci sono molti più fattori e variabili rispetto a quando sei fermo che moltiplicano le possibilità che qualcosa possa andare storto. All'inizio mi arrabbiavo tantissimo, molti hanno una visione romantica del viaggiatore che non corrisponde a realtà. Poi ho accettato questi contrattempi e disagi come parte integrante e essenziale del viaggio. Ho notato spesso che la gente che viaggia di più è anche molto tranquilla e positiva di fronte a situazioni di oggettiva difficoltà.
- Qual’é la cosa più bella invece?
Meglio di Baudrillard non saprei dirlo.
"Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell'allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte""
- E’ cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?
E' peggiorato il modo in cui la vedo. Non per il risiedere di per sè ovviamente, ognuno è fatto a modo suo. Chi a bisogno di radici e chi non si sente a casa in nessun posto. Ma la cosa più deleteria della residenza credo sia spendere i soldi in cose piuttosto che in esperienze.
Per dirla con una metafora per me chi non viaggia e vive in paesi occidentali è un pò come se se ne stesse sempre rinchiuso nella sua stanza d'albergo a 4 stelle. Si, puoi vedere dalla finestra cosa succede fuori ma hai una visione distorta del mondo, non ti rendi conto di cosa sia la realtà della maggioranza della popolazione mondiale. Di conseguenza la tua apertura mentale è limitata.
- Sei cambiato tu? Come?
Oh si, quando ho iniziato l'università e ho deciso di fare legge mi immaginavo in giacca e cravatta, con parecchi soldi in tasca e in giro per locali alla moda. Il lavoro davanti a tutto.
Poi ho capito quale mortificazione comportava quel mio "sogno". Magari ero ingenuo, ma mi ha fatto benissimo sbatterci il naso.
- Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?
Di farlo. Non pensarci troppo.
Un cambiamento drastico spesso non è possibile per tutti.
Ma se hai un obiettivo è molto più facile raggiungerlo anche a piccoli passi.
E'come correre, i primi 15 minuti sono i più duri, poi il corpo si abitua stringi i denti e ne corri per altri 45.
- A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?
Non so. Dipende dal carattere credo, da quello che uno vuole fare e di quello che hai bisogno per essere felice.
Per alcuni è passeggiare per il centro e salutare tutti, per altri è arrivare in una città sconosciuta e vagare per le strade e vedere solo facce nuove.
- Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al peggio?
Non mi pongo nemmeno visioni a lungo termine come la pensione.
Il problema più grande è la casa.
Se uno ha una casa di proprietà e un pezzettino dove coltivare qualcosa sarebbe autosufficiente anche con pochi soldi e il futuro non mi darebbe grattacapi.
Purtroppo è una spesa che non posso nemmeno immaginare di fare, che dire non spero in una ripresa ma in un crollo totale del settore immobiliare. Di case ce ne sono quante se ne vuole, ma si preferisce lasciarle vuote piuttosto che venderle o semplicemente affittarle a prezzi onesti.
- Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?
Che possa continuare a fare quello che mi piace certamente, ma anche che possa scoprire cose nuove che mi piacciono ma che non ho ancora fatto.
Poi ho la mia "to do" list, ma niente di irrealizzabile.
- Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.
Fermarmi per sempre non accetterei mai.
Come ho detto ci si abitua a tutto. Anche uno stipendio alto, se non fai quello che ti piace dopo un pò non ti sembra più la figata che ti sembrava quando ti hanno assunto.
Voglio avere i soldi per utilizzarli per fare quello che voglio, ma se non ho il tempo di farlo allora che senso ha? Sarebbe una bella fregatura.
- Cosa pensi della politica italiana?
Mi fanno vomitare. Ci pisciano in testa e ci dicono che piove.
Penso che quei luridi bastardi andrebbero cacciati domani. Tutti.
Ma purtroppo non è cosi semplice. Siamo una nazione ma non siamo mai stati un popolo. E lo stato è sempre stato visto o come un invasore, qualcuno che ti mette i bastoni tra le ruote o come una vacca da cui mungere latte gratis. Quindi cacciati loro dietro ci potrebbe essere una fila di persone dello stesso stampo.
Queste cose non sono facili da cambiare, ma è possibile.